Ottimi consensi per la Doc di Capalbio
Prezzi competitivi e prodotti eccellenti le armi vincenti
Fondata nel 1961 l Cantina di Caparbio vinifica le uve di 330 viticoltori i cui terreni sono dislocati nell’area collinare della Bassa Maremma, nella zona sud di Grosseto: 420 ettari di vigneto dislocati nell’intero territorio del comune di caparbio e di parte del territorio dei comuni di Manciano, Magliano e Orbetello. Con i suoi 15 dipendenti e un forte indotto che genera, la Cantina di Capalbio rappresenta un importante volano dell’economia della zona.
I vini che si ottengono sono quelli previsti dai disciplinari di produzione delle Doc “Capalbio” nelle tipologie Rosso, Riserva, Cabernet Sauvignon, Sangiovese, Roato, Fermentino e Bianco, e “Ansonica della Costa d’Argento” di cui la Cantina di Capalbio è principale produttore con l’80% dell’intera Doc.
La Cantina produce anche vini delle Igt Rosso e Bianco Maremma Toscana, il Vin Santo, lo Spumante, il caratteristico “Matrè”, un vino frizzante naturale oltre ai prestigiosi distillati d’Ansonica. Tra le migliori selezioni troviamo i vini della linea “Vigna Fiore”: i bianchi “Fior d’Ansonica”, un vino ricavato da un antico vitigno autoctono, e il “Trecoste”, un Fermentino vinificato in purezza, e i rossi “Poggio dè Lepri”, un Sangiovese anch’esso vinificato in purezza, e il “Lentisco”, un Cabernet Souvignon.
Con una crescita del 25% dell’imbottigliato venduto, che ha chiuso in attivo il bilancio commerciale del 2004, la scelta strategica della Cantina di Capalbio di produrre vinoi di qualità a prezzi competitivi si è dimostrata vincente ed in piena sintonia con le esigenze dei consumatori che vogliono bere quotidianamente vini buoni e sani a prezzi accessibili. Grazie a questa scelta i vini della Cantina di Caparbio non hanno risentito della crisi e della flessione commerciale che ha investito il settore. Un bilancio positivo giunto a coronamento di una serie di successi e riconoscimenti prestigiosi che hanno contrassegnato l’anno appena trascorso.
“Sul piano commerciale – spiega Carlo Caldarelli, responsabile commerciale della Cantina di Caparbio – i nostri vini, nel giro di tre anni, sono usciti dal mercato locale e hanno conquistato i mercati al Centro-Nord del paese e nuovi sbocchi internazionali in Europa (Austria, Gran Bretagna, Germanica, Belgio e Danimarca) e negli Stati Uniti, mentre si sono aperte prospettive interessanti in Giappone e nei paesi emergenti dell’Estremo Oriente e in quelli dell’est Europeo”.
Tra i prestigiosi riconoscimenti, la conquista della prestigiosa vetrina internazionale di Harrod’s, il più grande store londinese che ha inserito nell’autunno scorso il Fior d’Ansonica nel carnet dei pochi vini italiani esposti e venduti nel grande magazzino e la conquista, per il Poggio dè Lepri dei “Tre bicchieri” e di un punteggio di 15/20 nella Guida Vini 2005 de L’Espresso.
Ma quali sono le prospettive? Lo chiediamo a Luigi Ambrosiani, presidente della Cantina di Caparbio. “Molto positive – risponde – sia per i risultati della vendemmia 2004 che per gli interventi che abbiamo attivato. Con l’ultima vendemmia – racconta Luigi, Ambrosini, abbiamo lavorato 37.000 quintali di uva, una quantità leggermente superiore a quella dell’anno precedente ma di qualità migliore”.
“Questo, insieme ai programmi di investimento che abbiamo attivato, ci fa guardare con fiducia al futuro. I nostri obiettivi primari – prosegue il presidente – sono l’ulteriore miglioramento del prodotto e dell’assistenza ai nostri soci. Il miglioramento qualitativo interessa tutta la filiera: dalla vigna all’imbottigliamento, alla commercializzazione. Non a caso – prosegue Ambrosiani – siamo partiti con la realizzazione della “Carta dei suoli”, primi nella zona e forse in Toscana, predisposta da un team di professori universitari ed esperti agronomi, che hanno analizzato le caratteristiche dei terreni dell’intera area delle Doc Capalbio, al fine di poter assistere i nostri soci nella scelta dei vitigni e delle operazioni colturali più rispondenti alla tipologia dei terreni, così da conseguire uve di sempre migliore qualità e investimenti mirati”. Gli interventi tesi a migliorare il prodotto non si fermano migliore qualità e investimenti mirati”. Gli interventi tesi a migliorare il prodotto non fermano alla vigna ma investono anche il processo di vinificazione. La cantina ha effettuato un aumento di capitale di un milione e 24 mila euro ed ha in programma investimenti per rinnovare la linea di produzione dei rossi e dei bianchi. In cantiere anche il condizionamento delle vasche per la produzione di vini bianchi a temperatura controllata, come già avviene per i rossi.