Azienda Agricola Pieve Vecchia nuovi approcci e tradizioni senza tempo
A Campagnatico
giovane realtà
nel panorama
vitivinicolo
della Toscana
A Campagnatico, piccolo borgo medievale nel cuore della Maremma, le linee morbide delle colline cedono il passo al profilo aspro del Monte Amiata. Poco più in là, un piccolo mondo antico adagiato alle pendici del paese brulica di nuova vita: è la Pieve Vecchia. Pochi tratti essenziali tagliano con garbo moderno le curve del paesaggio: la mano è quella del grande architetto Cini Boeri. Ma perché proprio lui?
“Perché – dice Boeri - quando Vincenzo Monaci ha deciso di tornare alle proprie origini ha scelto di farlo con un approccio del tutto personale. Dopo una vita professionale trascorsa tra Roma, Milano e Torino, dedicata a tracciare il percorso dell’Information Technology in Italia, il suo istinto imprenditoriale lo ha spinto là dove ha vissuto i primi anni della sua vita. È tornato a Campagnatico con un sogno: dedicarsi all’antica tradizione del vino con un tocco di personalità che guarda dritto verso il futuro”.
È così che alla fine degli anni Novanta nasce l’Azienda Agricola Pieve Vecchia, giovane realtà del panorama vitivinicolo toscano capace di coniugare le antiche metodologie della tradizione con le tecniche di vinificazione più all’avanguardia grazie anche all’appartenenza al Consorzio DOC Montecucco. 35 ettari di vigneti divisi tra Sangiovese, Chardonnay, Cabernet Sauvignon, Fiano di Avellino, Vermentino, Alicante e Syrah fanno da cornice alla splendida cantina progettata da Enrico Sartori e firmata Cini Boeri. La struttura dell’opera, suddivisa in un’area interrata e una seconda parte fuori terra, incarna il senso profondo di un mondo da sempre in bilico tra la ricca durezza del suolo e lo splendore scenografico della campagna con i suoi colori e le sue suggestioni. Le linee sobrie ed essenziali della cantina, che va a inserirsi con grande armonia nel contesto territoriale circostante, disegnano con finezza tutta contemporanea il rispetto di Pieve Vecchia per un valore mai così attuale come quello della sostenibilità. Nell’interno della struttura, all’area di fermentazione dotata di moderni tini in acciaio a temperatura controllata si affiancano le botti in rovere dell’ampia barriccaia, i locali per l’imbottigliamento e una ricca enoteca.
La cantina sarà terminata in ogni sua parte nella primavera del 2008. Vincenzo tuttavia non ha saputo aspettare. Già durante questi anni, insieme al suo staff composto dall’enologo Ugo Pagliai e dall’agronomo Luca Ricciardi, si è dedicato alle prime esperienze enologiche. Il primo risultato si chiama Chorum ed è un rosso IGT datato 2005. È un vino sapido ottenuto da sole uve di Sangiovese, di corpo pieno e ottima struttura, capace di tratteggiare al palato l’esuberante generosità del territorio maremmano. Quello successivo, il 2006, è l’anno de Le Zere, IGT ottenuto da vitigni Vermentino, Fiano di Avellino e Chardonnay dosati in egual misura. È un bianco morbido, aggraziato nei sapori, capace di narrare la personalità delle terre di Pieve Vecchia attraverso cenni olfattivi fruttati vicini ai fiori bianchi e alla salvia. E anche per quest’anno Pieve Vecchia ha in serbo una novità. Si chiama Pieve dei Monaci, un vino IGT pieno ed austero totalmente vocato al Syrah. Il suo rosso vivo, carico di riflessi violacei, fa da anticamera a un profumo complesso e persistente, caratterizzato da accenni floreali che si aprono a note di frutta a bacca rossa.
I piaceri del palato sono soltanto una parte dell’esperienza che si può vivere in Pieve Vecchia. L’idea di Vincenzo Monaci è quella di comporre un piccolo universo protetto in cui il concetto di qualità della vita oltrepassa i tradizionali confini enogastronomici per coinvolgere ognuno dei cinque sensi. Passeggiando per il podere i visitatori hanno l’opportunità di ammirare diverse tracce della ricchezza storica della zona. Il podere della Pieve Vecchia rappresenta infatti un vero e proprio sito archeologico di origine etrusca. Ne è espressione la meravigliosa cisterna romana risalente al II secolo d.C. Recuperata con la supervisione della Sovrintendenza ai Beni Culturali, sarà presto anche una piccola galleria d’arte contemporanea. E per chi desideri trascorrere qualche giorno di puro relax, coccolandosi con i profumi della Maremma, c’è la possibilità di affittare la splendida villa di Pieve Vecchia. Le opportunità di Pieve Vecchia non sono finite. La cantina offrirà presto una caffetteria, un piccolo shop per l’acquisto di prodotti tipici, una sala per meeting aziendali e un ristorante che seguirà le orme della Locanda del Glicine, delizioso relais fondato dalla famiglia Monaci nel centro di Campagnatico dove da dieci anni gli avventori hanno l’opportunità di dedicarsi ai piaceri della buona tavola.
Una sinestesia di suoni, profumi e sapori, quella di Pieve Vecchia. Pensata per offrire ai visitatori un concetto di qualità che fa dell’enogastronomia d’eccellenza il primo dei tasselli che comporranno nei prossimi anni un ricco mosaico di esperienze sensoriali. Di alcuni progetti per il futuro vi abbiamo già parlato. Sugli altri, al momento, Vincenzo Monaci mantiene il massimo riserbo. Ce li ha già tutti in testa, ma non ci ha voluto dire niente. Se non che arte e creatività saranno presto ospiti fissi giù alla Pieve Vecchia.