IL PONTE DI ADAMO ED EVA TRA PRESENTE E PASSATO

Lo storico manufatto, dopo un periodo di chiusura, è tornato ad essere fruibile dalla collettività ripristinando così il vitale collegamento pedonale e ciclabile con l’area sud della città. Per il restauro sono stati eseguiti tre tipi di intervento; il risanamento strutturale, l’opera conservativa e lo spostamento delle condotte e delle reti tecnologiche esistenti . E’ stata consolidata la staticità considerato che le esondazioni di questi ultimi anni hanno contribuito a minare la stabilità della struttura (proprio per questa ragione finora il ponte era agibile solamente lungo una striscia centrale di 2 metri.). Sono stati ripristinati i calcestruzzi poiché quelli esistenti risultavano essere ormai in uno stato di degrado. Nella parte centrale è stato sostituito il tavolato di calpestio e sono state ripristinate le travi di appoggio in calcestruzzo. Per proteggerla dai fenomeni di ossidazione e dagli agenti atmosferici, l’intera struttura è stata impermeabilizzata con resine, leganti idraulici, polveri ed altre sostanze contro la corrosione. Sotto l’aspetto architettonico, con la sorveglianza della Soprintendenza, sono state restaurate le statue, i pilastri a sezione quadrata in pietra d’Istria , le balaustre e la ringhiera metallica. L’intervento ha recuperato la struttura del ponte costruito nel 1921 in sostituzione di un precedente manufatto che faceva parte di un complesso di opere idrauliche che avrebbero dovuto interessare un’area circostante, adiacente al Noncello, per costruire un porto fluviale. Ma la storia del ponte di Adamo ed Eva risale ad oltre 500 anni fa. Attorno al 1550 la comunità di Pordenone aveva edificato un ponte in pietra a tre arcate . Precedenti testimonianze attestano che il ponte ad una arcata già esisteva nel 1493 e forse da prima ancora. Sfortunate furono le vicende legate alla sua storia. Fu distrutto più volte, ripristinato o del tutto rifatto, nel 1665 fu eseguita una riparazione e nel 1708 il Comune decise di rifare il ponte. Tra il 1763 e il 1764 avvenne il completo intervento di rifacimento in quanto il manufatto doveva far parte di un complesso di opere idrauliche pensate, appunto, per costruire un porto sul Noncello. Per sostenere questo progetto mai realizzato venne addirittura deviato il corso del fiume. La struttura a tre arcate durò fino al 1918 quando, nella mattina del 1° novembre, l’esercito austro-ungarico in ritirata lo abbatté. Dopo un paio d’anni il ponte venne rifatto realizzando , così come si presenta oggi, una arcata invece delle tre originarie.

IL NOME
Il ponte prende il proprio nome dalle due statue in pietra di impianto veneziano del XVII secolo che troneggiano sulla riva Nord. Ricorda il Candiani che … le due statue che stanno presentemente su quei pilastri, il popolino le ha battezzate per quelle di Adamo ed Eva mentre rapresentano Giove e Giunone, e furono donate dal luogotenente veneto in Udine Antonio Loredan, allorquando si ricostruì per la terza volta quel Ponte. Furono donate alla Patria del Friuli nel 1708 in segno di buon auspicio visto che il ponte era stato appena ricostruito.