INTERVISTA AL RETTORE DI "ROMA TRE"
L’ateneo con un sogno nel cassetto: annullare il gap tra i flussi in entrata e in uscita, tra matricole e laureati cioè, azzerare i fuori corso e sfornare una generazione preparata , creativa e giovane. Ecco Roma Tre, la terza università del
quartiere Ostiense, dove tutto (o quasi) funziona.

Roma Tre ha un'immagine di efficienza ormai consolidata. Qual è la ricetta? Può riassumere le tappe più importanti di crescita del Terzo Ateneo?
La ricetta è un coinvolgimento ampio ed una partecipazione convinta da parte del corpo docente e degli studenti alla formazione delle politiche dell’Ateneo e alla loro attuazione. Fondamentale anche l’apporto del personale tecnico amministrativo che ha sempre seguito l’evoluzione dell’Ateneo con professionalità e motivazione. Il ‘progetto’ Roma Tre in questi 13 anni di attività accademica ha gradualmente e continuativamente messo a fuoco il suo profilo peculiare: un Ateneo dinamico ed efficiente, che passo dopo passo si è posizionato come riferimento riconoscibile nel sistema universitario italiano. Alla crescita costante della popolazione studentesca - siamo il secondo Ateneo del Lazio con oltre 40.000 studenti - abbiamo sempre abbinato moderne ed efficienti infrastrutture di servizio, di didattica e di ricerca, prestando attenzione ai bisogni formativi e al benessere degli studenti.

Quest'anno si amplia notevolmente l'offerta dei master può parlarci di questo settore e in generale illustrare i servizi del post laurea?
In generale l’offerta relativa ai Master può essere considerata uno dei maggiori successi della riforma della didattica. Si tratta di un segmento formativo molto importante, mirato alla costruzione di professionalità specifiche anche grazie alla partnership di istituzioni pubbliche ed enti privati. Quest’anno Roma Tre propone un’offerta Master ancora più varia ed articolata - con oltre venti nuovi master in tutte le Facoltà - che può contare su accordi con enti di rilevanza nazionale: Eni, Stato Maggiore dell’Esercito, Polizia di Stato, Organismi internazionali come la Fao e l’Ifad, la Lega delle Cooperative e molti altri. Siamo molto soddisfatti dei risultati conseguiti sino ad oggi. Il rapporto di Roma Tre con il territorio è sempre stato molto stretto.

Qual è stata negli anni l'evoluzione di questa relazione e quali eventualmente le difficoltà?
L’integrazione con il territorio è stata una delle premesse dell’istituzione di Roma Tre ed una delle nostra linee guida tanto da consentire all’Ateneo di espandersi fino a raggiungere le attuali dimensioni. Roma Tre non è mai stata concepita come una struttura universitaria tipo “campus” delimitata all’interno del territorio, al contrario la sua predisposizione al recupero delle aree degradate o delle fabbriche in stato di abbandono hanno consentito uno sviluppo naturale e consistente all’interno del territorio su cui interviene, ne hanno connotato l’identità. Le difficoltà incontrate hanno riguardato esclusivamente i tempi di realizzazione degli accordi relativi agli spazi. Ma è comprensibile che i percorsi burocratici non siano sempre lineari e immediati.

Quali servizi allo studente offre l'Ateneo? Ci sono novità per quest'anno? A che punto è il processo di informatizzazione?
Ci siamo sempre impegnati per creare infrastrutture non solo per lo studio ma anche per il tempo libero e soprattutto incentivare l’innovazione tecnologica. Quest’anno ad esempio Roma Tre inaugura ‘La piazza telematica di Ateneo’, dove soprattutto gli studenti che non possono disporre di un proprio pc, potranno navigare, scambiare idee e fare conoscenze. Questo nuovo polo tecnologico, in via Ostiense 133 accanto alla Facoltà di Economia, metterà a disposizione 200 postazioni multimediali con macchinari di ultima generazione, schermo piatto e una stampante in rete dove gli studenti potranno utilizzare programmi di ‘office automation’ per scopi didattici, di consultazione e di ricerca documenti. Inizialmente la ‘Piazza’ sarà riservata esclusivamente agli studenti di Roma Tre, anche se è già in cantiere l’ipotesi, dopo una prima fase di sperimentazione, di rendere accessibile la struttura anche ai giovani del quartiere Ostiense. In linea con la politica dell’Ateneo, sempre a favore dei disabili, anche all’interno della Piazza Telematica alcune delle postazioni saranno riservate a studenti con handicap. Abbiamo inoltre costituito l’Industrial Liaison Office - I.L.O. e un servizio di spin off per sostenere il trasferimento dell’attività di ricerca dell’Università a livello di iniziativa imprenditoriale, assicurando un collegamento con il tessuto produttivo. Che rapporto c'è tra la Terza Università e il mondo.

Quali e quante sono le relazioni internazionali intrecciate?
E' vero che Roma Tre ha un'offerta didattica specializzata in 'politica estera' e nella 'cooperazione tra popoli' in particolare?
Roma Tre è nata con una forte vocazione alle relazioni internazionali e lo dimostra il fatto che, secondo le statistiche ufficiali degli ultimi anni, siamo ai primissimi posti, su scala nazionale, sia per quanto riguarda il programma Erasmus che negli scambi di docenza con le istituzioni accademiche di altri Paesi. L’Ufficio Progetti Comunitari, inoltre, promuove e sviluppa rapporti e progetti di ricerca con enti e istituzioni in ambito comunitario ed internazionale. Effettivamente tutto il panorama dell’offerta didattica, dalla laurea a quella magistrale all’offerta post-lauream, propone alcuni corsi con una forte vocazione ad una politica internazionale di integrazione e cooperazione tra i popoli. Solo per citarne alcuni il Corso Consulente Esperto per i Processi di Pace, Cooperazione e Sviluppo, i Master Human Development and Food Security, Politiche dell’incontro e mediazione culturale, Educazione alla Pace e molti altri.