La visione di Costantino

Ponte Milvio tra storia e leggenda: la notte prima della storica battaglia di Ponte Milvio contro l’esercito di Massenzio, l’imperatore romano si convertì al cristianesimo dopo aver sognato la croce e la scritta : “con questo segno vincerai”

Il vincitore dedicò il trionfo al Dio dei cristiani e finalmente pose fine alle persecuzioni

Ponte Milvio è un luogo importante per la storia dell’Impero Romano e per quella del Cristianesimo. Fu proprio qui, in questo luogo oggi simbolo dell’amore dei giovani, che ebbe luogo la conversione di Costantino, il primo imperatore cristiano. Tutto avvenne dopo che l’imperatore ebbe sognato la croce alla vigilia della battaglia contro suo cognato Massenzio. Nel 312 dopo Cristo Costantino decise di scendere in Italia dalla Gallia per affrontare Massenzio, l'usurpatore che da tempo si era trincerato a Roma difeso da centomila uomini. Costantino guidava un grande esercito, forte di 40 mila soldati. La notte prima della decisiva battaglia a Ponte Milvio, Costantino ebbe una visione. Sognò, vuole la leggenda tramandata dai suoi storici, di apporre sui suoi vessilli una croce. Questo simbolo, una X con la parte superiore cerchiata come una P, sembra che in realtà da tempo fosse in uso nei suoi reparti della Gallia. Costantino raccontò di aver sognato che stava marciando col suo esercito quando, alzando lo sguardo verso il sole, vide una croce di luce e sotto di essa la frase in greco “en touto nica”, tradotta poi in latino nel celebre “in hoc signo vinces”: con questo segno vincerai. Fece dipingere sugli scudi dei suoi uomini la croce e, il giorno dopo, distrusse con uno stratagemma l’esercito di Massenzio, che precipitò e morì annegato nel Tevere insieme ai suoi uomini: Ponte Milvio, allora fatto di barche, non aveva retto il peso delle sue truppe in ritirata. Costantino fu accolto trionfalmente a Roma e proclamato imperatore unico d'Occidente. Dedicò la sua vittoria al dio dei Cristiani, di cui proibì le persecuzioni. Sotto la sua protezione e durante il suo impero, il Cristianesimo si sviluppò senza essere perseguitato.

L’edicola salva-anime
Davanti al ponte, sulla via Flaminia, si trovava un'edicola votiva dedicata a Sant'Andrea, distrutta da un fulmine nel 1866. Era stata eretta da Papa Pio II per ricordare il momento della consegna, da parte del Cardinal Bessarione, della testa del santo, proveniente da Patrasso. I devoti credevano che chiunque visitasse per cinque volte l'edicola avrebbe ricevuto la remissione di tutti i propri peccati.