Ponte Milvio: ieri e oggi
Il ponte degli innamorati ha una storia millenaria: una leggenda che unisce Costantino a Moccia
La trovata ha reso il ponte un’attrazione per ragazzi e turisti di
tutto il mondo.
Il Ponte Milvio, soprattutto per chi non vive a Roma, è quello dei
lucchetti. La trovata letteraria e poi cinematografica dello scrittore capitolino
Federico Moccia ha fatto il giro del mondo e così anche la moda di
scambiarsi questo pegno d’amore, legando due lucchetti e gettando
la chiave nelle acque, è dilagata ovunque. I cespuglioni di romantico
metallo ormai spuntano anche sotto il balcone di Romeo e Giulietta, sulla
passeggiata dell’amore che collega due delle Cinque Terre, al parco
Sempione o ai Navigli di Milano, e poi a Torino, Bologna, Alassio, Lecce,
Bari, Palermo, Ischia. Insomma, dappertutto, da nord a sud, partendo dal
centro: ogni città ha il suo palo dove incatenare la propria promessa
d’amore eterno, anche se spesso non sopravvive ad un’estate.
A Ponte Milvio anche gli ambulanti sono a tema e si sono messi a vendere
i lucchetti ai turisti e agli innamorati che passano di lì, più
o meno occasionalmente.
La moda, o la mania, tra i teen agers è stata lanciata dal best seller
dello scrittore romano “Ho voglia di te” ed è esplosa,
ancor prima dell’uscita nelle sale, col film tratto dal libro e interpretato
da Riccardo Scamarcio, nei panni dello spavaldo Step, e la giovane Laura
Chiatti, anticipato e amplificato dal videoclip musicale di Tiziano Ferro
girato ovviamente sul ponte degli innamorati.
L’idea di successo però non è originalissima. Non tutti
sanno, infatti, che quella dei lucchetti è una tradizione nata in
Cina addirittura nell’Ottocento e precisamente nel lago di Qiandaohu,
a 250 km da Shangai (nella Provincia del Zhejiang). E’ li che esiste
infatti l’Isola del Lucchetto, che ospita delle ringhiere in cui sono
attaccati una quantità enorme di lucchetti, chiamati anche Lianxinsuo
(ciò che lega due cuori). Uno dei conteggi più recenti calcola
l’ammontare di lucchetti in quasi 200.000 esemplari. Negli anni ’80,
poi, la mania è sbarcata in Europa, e precisamente in Ungheria, dove
i lucchetti hanno invaso il centro della piccola cittadina di Pecs. Ora
che sulla staccionata non c'è più spazio, le coppie lasciano
i simboli del loro amore su qualunque cosa a cui possa attaccarsi un lucchetto.
In Italia la tradizione dei lucchetti sembra essere partita da Merano, dove
esiste un “ponte dei lucchetti” lasciati dai militari che terminavano
la leva. Il primo ponte degli innamorati sembra che sia stato il Ponte Vecchio
di Firenze: anche qui l’usanza è stata lanciata, come a Merano,
dai militari dell’Accademia di San Giorgio alla Costa, e una ventina
di anni fa la tradizione è stata copiata dagli innamorati. Oggi tocca
a Ponte Milvio fare da scenario alle promesse eterne degli innamorati di
tutte le età e di molte nazionalità
Il lucchetto di Moccia
«Mentre scrivevo “Ho voglia di te” – racconta lo
scrittore Federico Moccia - cercavo un posto legato all' amore a Roma. Alla
fine scelsi Ponte Milvio. Quale miglior gesto che la spavalda e temeraria
chiusura di un lucchetto promettendo amore? Il giorno prima che il libro
uscisse, temendo che qualcuno verificasse il mio racconto, misi io il primo
lucchetto. Da allora il ponte è diventato un’attrazione».