E cosė ha fatto boom
Dieci anni fa Ponte Milvio era una piazza silenziosa. Poi, partendo
dagli aperitivi del chiosco, è diventato un punto di incontro sempre
più alla moda. Ed è nata la movida
Dalle sei del pomeriggio fino alle due di notte per bere, mangiare e chiacchierare.
Ponte Milvio è pedonale dal 1951, cioè da quando fu costruito
il ponte Flaminio. Ma fino a qualche anno fa non era un luogo così
frequentato e animato come adesso. Dieci anni fa era una piazza silenziosa
e umida. Un paio di ristoranti, e d' estate il banchetto del cocomero. Il
chiosco c’era già, sin dal 1936, sopravvissuto anche all’alluvione
del Tevere, ma non era ancora un punto di incontro. Quando poi i titolari
si misero a fare gli aperitivi, non è che i romani accorsero subito
in massa. Non c’era ancora l’abitudine, più settentrionale
o balneare, della birretta o del cocktail dopo la giornata di lavoro. Poi,
chissà come, il chioschetto all’improvviso è esploso
e pian piano è diventato un punto di riferimento nella mappa del
tempo libero. Gente ovunque: ai tavolini, in piedi, appollaiata sul parapetto,
seduta a terra. Dalle sei del pomeriggio alle due di notte, tutti i giorni,
da aprile a ottobre. Dopo il boom del chioschetto, sono arrivati anche gli
altri bar, i ristoranti e le gelaterie, che hanno trasformato la piazza.
Adesso all'ora dell'aperitivo si possono incontrare i giovani professionisti,
tra i trenta e i quarant’anni, gli avvocati di Prati, i commercialisti
del Fleming: un’abitudine anglosassone, ma con una scenografia e un
clima ben diverso rispetto a quello dei pub londinesi. Poi, col passar delle
ore, la popolazione cambia, ringiovanisce ulteriormente e Ponte Milvio diventa
più chiassosa, colorata, sfacciata. Arriva l’onda dei pischelli
e degli innamorati coi loro lucchetti. D’estate si raggiunge una densità
da metropolitana.
Ci sono molte altre piazze romane bellissime che rimangono deserte e abbandonate
tutta la notte. Ponte Milvio è speciale, anche per chi non ha lucchetti
né un giubbotto all’ultima moda né un motorino particolarmente
“fico”. Ponte Mivio trasmette un senso di benessere che si prova
anche solo prendendo il fresco sulle panchine. E’ uno dei punti in
cui Roma riesce ad affacciarsi e a vivere meglio il Tevere. A Ponte Milvio
si sta bene anche se non si è adolescenti e non si impazzisce per
il Mojito. La zona è sempre più animata e offre una varietà
di spunti, e anche servizi: si può prenotare un viaggio, fare shopping,
assaggiare prelibatezze ed ottimi vini, passare una serata in compagnia
degli amici e ritrovare il tempo per il relax e la cura del proprio corpo.
Mercatino da esperti
Duecento banchetti lungo via Capoprati fino al Ponte Duca d’Aosta:
ogni prima domenica del mese, da dieci anni, si tiene a Ponte Milvio uno
dei mercatini più frequentati in città, punto di riferimento
per tutti gli appassionati di antiquariato di qualità. Arrivano espositori
professionisti da tutta Italia. Si possono trovare anche oggetti del ‘600.
Una cinquantina di artisti, inoltre, espongono le loro opere.