Alla corte di Bacco

Ebe, coppiera degli dei, troverebbe in Alto Adige nettare sublime per dare lustro a ogni banchetto. La tradizione enologica del „paese fra i monti“- così veniva chiamata questa terra nel Medioevo – si perde, come si suole dire, nella notte dei tempi. L’Alto Adige è la regione viticola più antica nell’area storica e geografica europea di lingua tedesca. Sotto le insegne di Roma i vini prodotti con le uve del luogo venivano già apprezzati particolarmente. Nel Medioevo fu soprattutto il Clero che, nelle valli dell’Adige e dell’Isarco, perseguì con impegno la viticoltura e la vinificazione delle uve. Insomma vini, cultura e tradizione qui si intrecciano inestricabilmente. E innumerevoli generazioni di viticoltori hanno dato una precisa impronta alla storia della viticoltura in Alto Adige. Il clima e il territorio di questa provincia presentano caratteristiche uniche, godendo dei favorevoli influssi del caldo clima mediterraneo: a seconda dell’altitudine e della posizione, si riscontrano condizioni climatiche ora continentali ora oceaniche, con notevoli escursioni termiche fra giorno e notte. Ma anche la configurazione geologica, assai composita, è favorevole allo sviluppo e alla coltivazione della vite. I vigneti altoatesini si estendono – per la quasi totalità lungo l’Adige, da Silandro fino a Salorno, e lungo l’Isarco, tra Bolzano e Bressanone - coprendo oggi circa 5.000 ettari di pendii e colline. La produzione annuale si aggira sui 400.000 ettolitri: il 60% per vini rossi, il 40% per quelli bianchi. Ed è la grande varietà di vitigni che consente la produzione di un’ampia rosa di vini. In particolare, i vitigni Schiava, Lagrein e Traminer aromatico sono autoctoni. Dalle uve Schiava gli enologi altoatesini sanno ricavare vini tipici e famosi come il Santa Maddalena, il Lago di Caldaro, il Colli di Bolzano e il Meranese. Al loro fianco, da oltre un secolo, qui si coltivano i più celebrati vitigni internazionali “rossi” come Cabernet, Merlot e Pinot nero e “bianchi” come Pinot bianco, Chardonnay, Pinot grigio, Silvaner, Müller Thurgau, Riesling, Sauvignon, Veltliner e Kerner. Dalla “cuvée” dei vitigni a Pinot, inoltre, viene prodotto lo spumante sudtirolese secondo il metodo classico tradizionale. Tipici vini da dessert sono invece il Moscato rosa e giallo. Sulla qualità delle etichette dalle cantine sudtirolesi c’è poco da disquisire. Con sempre maggiore frequenza vengono omaggiate di riconoscimenti da riviste, associazioni, guide specialistiche del settore: la regione è a tutt’oggi tra le più effervescenti in campo enologico, anche a livello internazionale. Del resto, sin dal 1963 i vini dell’Alto Adige sono tutelati da severe norme legislative. La regolamentazione doc ne garantisce l’origine e le caratteristiche di tipicità. Oggi, in Alto Adige, circa l’80% dei vini prodotti sono a denominazione di origine controllata.