Gastronomia tirolese
Iriflessi di un evolversi storico tipico
delle terre di frontiera segnano la
mappa gastronomica della provincia
bolzanina. Crocevia culturale ed economico,
che a tavola si
traduce nella compresenza
di ristoranti dalla cucina ora
tipica tirolese, ora di marchio italico, ora
dai caratteri internazionali. Sovente le
carte dei locali affiancano le diverse
tendenze, mentre altri chef si lanciano
nell’elaborazione delle specialità caratteristiche
reinterpretandone certuni
parametri.
Sulla falsariga dell’ampio assortimento
delle proposte in tavola si riscontra
estrema varietà di ambienti dove pranzare:
nella guida si alternano ristoranti
del centro dai tratti moderni e cosmopoliti
a Buschenschank e trattorie dove
l’aria profuma del legno delle stube,
locali situati lungo le maggiori direttrici
provinciali e altri abbarbicati negli
angoli più affascinanti del Sudtirolo.
Sarebbe tuttavia bugiardo non sottolineare
come la maggioranza dei ristoranti
altoatesini, soprattutto in “periferia”,
sia legata ai canoni della tradizione.
Ma quali sono questi canoni?
Alle origini l’uomo che viveva sulle Alpi
era cacciatore e contadino. Piatto quotidiano
era la minestra, oggi
riproposta
in varie versioni fra cui quella con orzo
brillato e speck (Gerstlsuppe) e quella
con gli gnocchi di semolino. La lista dei
“primi” si completa con Schlutzkrapfen,
ravioli ripieni di spinaci e ricotta, gli
Spätzle in varie vesti e, naturalmente, i
canederli.
Molto apprezzata è la carne tirolese,
proveniente quasi esclusivamente da
animali al libero pascolo. Sulle griglie e
sugli spiedi finiscono inoltre con frequenza
costine e stinchi di maiale.
Anche la selvaggina è protagonista
nelle carte dei ristoranti.
Notevole anche l’offerta di pesce d’acqua
dolce: trote innanzitutto, servite
bollite, alla mugnaia, affumicate.
Per chiudere questa breve panoramica,
una nota di riguardo per i dolci. Ambasciatore
della gastronomia tirolese
nel mondo, chiamato dal celebre gastronomo
Pellegrino Artusi nel XIX
secolo “dolce di tedescheria” è lo strudel
l’inesautorabile sovrano dei dessert
tirolesi. Nobili damigelle, le torte con
sapori tipici della montagna: alle fragole,
ai mirtilli, ai lamponi, ai ribes. Rimanendo
in tema di nobiltà, rimane da
citare il Kaisershcmarren, passione dell’imperatore
Francesco Giuseppe, frittata
con velo di zucchero accompagnata
da marmellata con mirtilli rossi.
