L'INNOVAZIONE SOSTENIBILE
Uno studio di Unioncamere fotografa il potenziale di crescita della provincia. Ottimo il capitale sociale, migliore anche dello sviluppo economico raggiunto

La Giornata dell’economia, promossa dall’Unione nazionale delle Camere di Commercio, è un appuntamento annuale importante per riflettere sulle dinamiche
in atto nello sviluppo economico delle province italiane. In concomitanza con l’iniziativa, tenuta lo scorso 10 maggio, a Ravenna è stato diffuso il Rapporto 2007 sull’Economia della provincia, ampia collezione di indicatori statistici raccolti ed elaborati dal sistema camerale per leggere l’economia della provincia nello scenario regionale, nazionale ed internazionale. Al convegno organizzato per l’occasione sono intervenuti Gianfranco Bessi (presidente della Camera di Commercio di Ravenna),
Paola Morigi (Segretario dell’ente camerale) e Guido Caselli (responsabile dell’Ufficio Studi di Unioncamere Emilia-Romagna), con conclusioni affidate al Viceministro
dell’Economia Roberto Pinza. Al centro dell’incontro l’analisi delle componenti dello sviluppo locale: «Siamo di fronte - ha rilevato Bessi - ad una trasformazione che si misura in termini qualitativi più che quantitativi. Bisogna superare il paradigma della crescita infinita, sostituendolo con un modello di sviluppo centrato su creatività,
innovazione, formazione, sostenibilità e responsabilità. Quindi - ha proseguito - ambiente e cultura, tecnologie e strutture, istruzione e formazione, associazionismo e
cooperazione». Questi i punti di forza individuati, sui quali poggiare lo sviluppo di un territorio che fonda il proprio tessuto economico e sociale nella piccola e media impresa, oggi più che mai chiamata all’unione delle forze e all’innovazione.
Lo studio di Unioncamere presentato da Caselli, dal titolo “Le componenti dello sviluppo: il capitale sociale come fattore di competitività”, ha fornito dati interessanti
sul posizionamento della provincia ravennate nell’ambito nazionale. Lo studio ha preso in esame oltre 1500 indicatori di tutte le province, raggruppati per tipo di capitale: umano, tecnico, naturale, sociale. «Per quel che riguarda lo sviluppo
economico misurato come ricchezza - dice Caselli - Ravenna è 21° posto sulle 103 provincie italiane ». Negativo, invece, il dato riguardante il capitale naturale, legato
al costante spostamento della popolazione verso la terza età. questo ambito Ravenna risulta quart’ultima in Italia, al 100° posto. «Quella di Ravenna - prosegue Caselli
- è una popolazione anziana. Nel 2000 ogni 100 bambini c’erano 210 anziani; Nel 2006 sono calati a 190, dato in miglioramento che comunque resta ancora troppo alto per non influenzare le dinamiche di sviluppo». Migliore la situazione sotto il profilo del capitale tecnico (imprese, infrastrutture, turismo, credito), dove Ravenna al 28° posto; così come sotto il profilo del capitale umano (mercato del lavoro e formazione), dove
provincia si piazza al 6° posto. risultato migliore lo si raggiunge però alla voce “capitale sociale”, inteso come partecipazione civica e sistema relazionale, non profit
volontariato: qui Ravenna è al posto. «Calcolando un indicatore unico di capitale - afferma Caselli la nostra provincia è 8a su 103 province italiane». Paragonando i dati
- l’8° posto per capitale e 21° per sviluppo - si rileva una dotazione di capitale superiore allo sviluppo raggiunto. «Se vogliamo vedere bicchiere mezzo pieno - conclude Caselli - possiamo dire che ci sono ampi margini di miglioramento; vogliamo vedere il bicchiere mezzo vuoto, invece, rileviamo che ancora manca qualcosa per il pieno sviluppo del’economia locale.»