ARTE: NATURA ED ESISTENZA
Romanticismo e Informale, legati dal filo della storia e della cultura. Nel segno
di Arcangeli
Turner, Monet, Pollock: tre artisti diversi tra loro ma
in qualche modo simili, accomunati dal percorso evolutivo del romanticismo
verso la modernità. A porre l’accento su questa linea rossa
della storia dell’arte fu Francesco Arcangeli, grande storico e critico
al quale è dedicata la mostra del Mar, museo d’arte della città
di Ravenna, aperta fino al 23 luglio nella bella cornice della Loggetta
Lombardesca. Una linea che unisce gli artisti e, parallelamente, i critici:
dopo la mostra che il Mar dedicò qualche anno fa a Roberto Longhi,
storico dell’arte bolognese maestro di Francesco Arcangeli, ora è
la volta del suo altrettanto grande discepolo, celebrato attraverso quest’esposizione
curata da Claudio Spadoni, allievo a sua volta di Arcangeli. La mostra si
sviluppa attraverso 130 opere di una trentina di artisti, collocati su una
linea che dal romanticismo inglese di Turner e Constable
giunge all'Informale di Pollock e De Kooning, passando
attraverso Courbet, Monet, Soutine, Morandi, Fautrier, Klee.
La rivoluzione romantica
Francesco Arcangeli dedicò ampi studi alla “rivoluzione
romantica”, da lui indicata come un “crescendo di vibrazione”
e di coinvolgimento che corre lungo tutta la pittura europea. Fu lui il
primo ad intuire quanto il Romanticismo avesse contribuito alla nascita
di nuovi linguaggi e poetiche fondamentali per i secoli a venire. Il concetto
cardine che sostiene questa linea interpretativa è legato ad un nuovo
significato attribuito alla parola “Natura”, che secondo Arcangeli
trova col romanticismo una più stretta correlazione con la sfera
psichica e sentimentale dell’artista. Con il romanticismo si assiste
ad un allargamento del concetto di Natura, non più vista solo come
qualcosa da rappresentare, ma anche come stato di coscienza interiore.
L'esposizione di Ravenna parte dai romantici inglesi, in particolare
Turner e Constable, senza trascurare le premesse di Reynolds
e Gainsborough. Seguono alcuni rappresentanti della pittura francese,
Corot e soprattutto Courbet, pietra miliare della
pittura dell'Ottocento sulla quale si sviluppò il nuovo pensiero
della Natura, fondamentale per lo sviluppo dell’impressionismo.
Impressionisti e macchiaioli
Tra gli impressionisti, è soprattutto a Monet che lo studioso bolognese
ha dedicato scritti fondamentali, recuperandone pienamente l'ultima stagione.
Le sue opere appaiono in mostra accanto a quelle di altri impressionisti
e di pittori dell'800 italiano, dal romantico Fontanesi
ai macchiaioli Fattori e Lega fino a Segantini,
un altro pittore che deve ad Arcangeli la propria rivalutazione.
Informale, arte ed esistenza
A rappresentare la prima metà del ‘900 sono altri artisti cari
al critico, Klee, Soutine, Permeke; gli italiani Carrà,
De Pisis e soprattutto Morandi, per il quale Arcangeli
scrisse una straordinaria monografia. Poi l’Informale, corrente che
ha caratterizzato la scena artistica internazionale dal secondo dopoguerra
fino agli anni ‘50. In queste opere, come scrisse Arcangeli, arte
ed esistenza sono inscindibili: a chiudere questo percorso modernamente
romantico sono Wols, Fautrier, Dubuffet, de Staël, De Kooning,
Kline e, soprattutto, Pollock, assieme ad artisti
italiani come Burri e Leoncillo, Morlotti e Mandelli, Moreni e Vacchi.