La “Domus Nova” di Ravenna apre un asilo aziendale. L’imprenditoria valorizza l’investimento nel sociale
DOMUS BIMBI è la realizzazione concreta di un progetto educativo per la prima infanzia che la struttura ospedaliera privata “Domus Nova” di Ravenna ha finanziato per i suoi dipendenti e per la collettività. Questo asilo aziendale, che aprirà a settembre, si qualifica come un importante contributo socio-culturale, declinando in chiave attuale l’impostazione etica di Adriano Olivetti. L’industriale d’Ivrea aveva sempre considerato cultura e formazione quali valori strategici d’impresa ed era stato ispiratore di un’architettura sociale, promuovendo la valorizzazione di autentiche forze spirituali centrate su istituti culturali ed educativi posti fuori dagli stretti vincoli delle leggi di profitto. Un’impresa “illuminata”, quindi, la “Domus Nova” di Ravenna, in tempi in cui la ricerca e tutto quello che riguarda un reale progresso dell’uomo non sembra più stimolare alcun tipo di investimento. Attraverso il linguaggio architettonico, vincolato dalla fabbrica preesistente, si è cercata una possibile congruità tra il progetto pedagogico ideato e la forma che lo incarna, sforzandosi di far convivere in armonia forma, funzione e tecnologia adeguata, arte e natura, interno ed esterno, opera e destinatari dell’opera. Di particolare interesse la scelta di coinvolgere alcuni artisti che, attraverso interventi di qualità, renderanno giocoso l’intero palinsesto, con apparati decorativi pensati per stimolare la creatività dei bambini. La didattica dell’insegnamento che si è voluto elaborare prende spunto dallo sviluppo del concetto di “utopia concreta”; dunque una scommessa realizzabile che consiste nell’affidare all’educatore il compito di mettere a disposizione del bambino tutti quegli strumenti necessari per procedere nel cammino della sua evoluzione. Il curriculum immagina esperienze che permettano ai bambini di mantenere qualcosa della spontaneità, unicità e autenticità che, per natura, possiedono, senza aggiungervi troppi condizionamenti. Lo scopo finale è di lasciare in loro il forte ricordo che crescere può essere un piacere, un trascorrere del tempo senza scopo, ma ugualmente pieno di sorprese e di scoperte; non solo, dunque, un dovere costellato da compiti e precoci adattamenti. La meta di questa progettazione scrupolosa e al tempo stesso divertita è la creazione di un luogo in cui gli adulti considerino la felicità come uno dei fini dell’educazione. Persone fondamentalmente felici maturano una coscienza sociale e possono contribuire a creare un mondo migliore. Il progetto educativo ha visto impegnate diverse professionalità: l’Amministrazione Aziendale della “Domus Nova”, la coordinatrice progettuale Marina Mannucci, le educatrici della Cooperativa “L’Albero”, l’architetto Giuseppe Galli, il progettista del verde Alessandro Ricci, il grafico Giancarlo Gramantieri, l’artista Giancarlo Scagnolari e il videoregista Fabrizio Varesco.