Economia: solide basi. Tenuta delle imprese e buona qualità della vita
Iventi di crisi che da qualche tempo spirano sull’economia nazionale
ed europea
mettono alla prova la capacità di tenuta del sistema imprenditoriale
proprio di ogni territorio. In questo non roseo contesto generale, Ravenna
e la sua provincia stanno mostrando invece una propria solidità strutturale,
che fa ben sperare per il futuro.
Tiene il sistema imprenditoriale, cala la disoccupazione.
Un primo dato confortante emerge dalle tante imprese attive presenti sul
territorio, cresciute, seppur solo di un + 1%, anche nel corso del 2004.
Tra i settori tuttora in via di sviluppo ci sono quello agroalimentare e
metalmeccanico, l’industria delle comunicazioni, il turismo e le attività
immobiliari. Resta positivo anche il saldo del sistema artigiano, che mette
a segno nel 2004 un buon + 2,3%, tasso superiore a quello medio nazionale
(+1,3%). Le difficoltà più pesanti riguardano invece l’industria
del legno (- 9%), il sistema moda (- 5%) e l’agricoltura. Nonostante
ciò la provincia mantiene un tasso di disoccupazione pari al 4,3%,
poco più della metà rispetto a quello nazionale, attestato
sull’8%. Il dato rappresenta una punta d’eccellenza a livello
regionale: secondo un’indagine sull’economia della regione Emilia-Romagna
commissionata da Confartigianato Federimprese al Centro Studi Sintesi di
Mestre, Ravenna è infatti l’unica provincia in regione ad aver
registrato nel 2004 un calo della disoccupazione rispetto l’anno precedente
(- 0,2%).
Esportazioni: linea diretta con l’Europa.
Nonostante la difficile congiuntura internazionale, nel 2004 le esportazioni
sono aumentate in valore del 7,9%, anche se calo del dollaro e ritardo nell’innovazione
dei prodotti espongono anche il sistema economico ravennate
alla crescente concorrenza dei paesi emergenti. I settori che danno il maggior
contributo alle esportazioni della provincia sono il metalmeccanico e prodotti
chimici di base, pesca e agricoltura, piastrelle e sistema moda. Debole
invece la quota dei prodotti hi-tech, che occupa solo il 33,6% dell’export
totale, contro un dato medio nazionale del 42%. Per quanto concerne i mercati
di sbocco, oltre la metà delle esportazioni ravennati è diretta
verso altri paesi europei, mentre quote decrescenti sono rivolte rispettivamente
al continente africano, al Nord America e all’Asia.
Qualità della vita.
Nel 2003 in provincia di Ravenna il reddito pro
capite rilevato era di 24.288 euro, dato che collocò la provincia
al 10° posto nella graduatoria nazionale
stilata annualmente dal quotidiano economico Il Sole 24 Ore, salito al 9°
nell’ultima classifica stilata. Sotto il profilo della qualità
della vita, i ravennati si collocano ai primi posti sia come reddito pro
capite sia come capacità di spesa per quanto riguarda i beni di consumo
come auto, elettrodomestici, mobili. Resta invece decisamente sotto la media
nazionale il numero dei protesti rilevati nel sistema imprenditoriale. La
provincia gode anche di una ricca dotazione di infrastrutture, che risultano
inserite in un buon ecosistema urbano sotto il profilo ambientale. Meno
roseo il quadro sotto il profilo sanitario: le statistiche, infatti, indicano
un’alta incidenza di morti per tumore,
pari al 32% sul totale dei decessi ( 89° posto in graduatoria sul totale
delle 103 province). Negativo anche il dato relativo al numero dei suicidi,
che pone Ravenna tra le 10 province italiane in cui se ne registra il più
alto tasso. Altre notazioni negative riguardano i tanti divorzi e l’alta
incidenza della piccola criminalità, ben al di sopra del valore medio
nazionale.
Spazio alla cultura e al tempo libero.
In tema di istruzione,
cultura e tempo libero, i ravennati hanno invece pochi rivali, grazie ad
un discreto numero di laureati (53 ogni 1000 giovani tra i 19 e i 25 anni),
una grande quantità di associazioni artistiche e culturali (4°
posto nazionale), una buona propensione verso l’acquisto di libri
e una grande passione per cinema e teatro. La conferma della predisposizione
dei ravennati verso una sana tendenza edonistica viene anche da una ricca
dotazione di palestre, e dall’alto numero di ristoranti di qualità.