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LE PICCOLE E MEDIE IMPRESE GUIDANO
LO SVILUPPO
In uno scenario difficile, che vede aumentare la pressione
della competizione internazionale
e frenare gli indici di crescita, l’economia della nostra
regione si prepara alla sfida del futuro

Stando a uno studio Irpet, la Toscana
nel 2020 avrà una crescita economica bassa e un possibile
aumento delle tensioni sociali. Aumenterà la popolazione,
che raggiungerà 3 milioni e 700 mila persone, ma anche la
percentuale di anziani e immigrati, che dall’attuale 4% passerà
al 12% del totale. Dal punto di vista economico, la crescita
sarà lieve (compresa tra 1 e 1,7%), e accanto a settori forti
come la meccanica, la chimica, la farmaceutica e l’agroalimentare,
quelli tradizionali segneranno una flessione. Questo “salto
nel futuro” può aiutare a comprendere meglio gli ultimi dati
sull’economia toscana, con l’industria manifatturiera che
ha archiviato il primo semestre 2005 con un pesante segno
meno: l’andamento della produzione, nel periodo aprile-giugno
2005, ha infatti confermato con un –2,9%, il dato negativo
del primo trimestre. Anche se la produzione risulta cresciuta
(+6,4%) rispetto al trimestre precedente, con ricadute positive
sull’utilizzo della capacità produttiva e sul livello occupazionale
(+0,3%), i dati non consentono di contenere la flessione su
base tendenziale, ovvero rispetto al secondo trimestre 2004.
La performance della Toscana appare peggiore di quella media
nazionale, che pure risulta tutt’altro che brillante: in Italia,
la produzione industriale è arretrata in misura meno consistente
(–1,9%) e l’andamento della domanda estera nei mesi di aprile
e maggio appare incoraggiante. Scende, rispetto allo stesso
periodo 2004, il grado di utilizzo degli impianti che passa
dal 78,8% al 77,3%. “La rilevazione – ha commentato il Presidente
di Unioncamere T o s c a n a Pierfrancesco Pacini – conferma
per la prima parte del 2005 le difficoltà del sistema manifatturiero
regionale, che già nel 2004 aveva registrato risultati deludenti.
È opportuno tuttavia sottolineare che tale sfavorevole tendenza
non apre un “caso Toscana”, essendo ancora una volta da ricollegarsi
ad una più generale dinamica congiunturale negativa che interessa
l’intera economia nazionale, mentre in Europa l’andamento
dell’attività industriale sembra invece orientata al segno
positivo sebbene, al momento, su livelli non particolarmente
sostenuti. Tornando alla Toscana – continua Pacini – conforta
la tenuta nel numero delle imprese industriali che, fra l’altro,
si orientano verso forme giuridiche più strutturate e complesse
che maggiormente possono fronteggiare la competizione internazionale;
inoltre, è da valutare positivamente la maggiore richiesta,
da parte delle stesse imprese, di figure professionali di
profilo più elevato.
È, questo, uno sforzo che va seguito con attenzione e che
le istituzioni devono sostenere con convinzione – conclude
Pacini – dal momento che i problemi attraversati in questi
ultimi anni richiedono agli imprenditori toscani di mettere
in campo strategie innovative di lungo periodo anche in campo
organizzativo”. Sul fronte occupazionale, entro la fine del
2005 in Toscana sono previste 41.590 assunzioni che, a fronte
di 37.680 uscite dal mercato del lavoro, determinerebbero
3.920 nuovi posti di lavoro. La crescita dell’occupazione,
dovuta soprattutto alla dinamicità delle piccole e medie imprese,
è trainata dall’edilizia (+1.070 occupati il saldo fra entrate
e uscite previste; +2,0% rispetto ai dipendenti di fine 2004)
e dal turismo (+1.050 unità; +2,7%). Cresce il ricorso a forme
contrattuali flessibili: la tipologia p r e s c e l t a dalle
aziende toscane, sia dell’industria che dei servizi, è infatti
soprattutto quella a tempo determ i n a t o (46,8% delle assunzioni).
Sempre più richiesto il diploma o la laurea; in crescita anche
la richiesta di professionalità al femminile e di personale
extracomunitario. Sono questi alcuni dei dati resi noti da
Unioncamere Toscana e rilevati attraverso l’indagine Excelsior,
il sistema informativo di monitoraggio permanente sulle prospettive
occupazionali ed i fabbisogni professionali delle imprese,
condotto su un campione di oltre 10mila aziende private regionali.
Buone notizie arrivano anche dalla presenza di grandi imprese
estere sul nostro territorio. “Il trend di crescita è confortante
– ha notato l’assessore alle attività produttive della Toscana
Ambrogio Brenna –. Dal 2000 al 2005 le grandi imprese estere
in Toscana sono passate da 283 a 357 (+26,1%), con un fatturato
di 11.659 milioni di euro e con una crescita occupazionale
dell’11,8%, con gli addetti passati da 30.210 a 33.775. Questi
dati ci dicono che il nostro territorio è capace di attrarre
gli investitori stranieri, ma ci dice anche che è possibile
fare molto di più affinché questa attrazione possa consolidarsi
e portare così ovvi benefici al sistema economico della Toscana”.
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