TURISMO E AGROALIMENTARE,
DUE SETTORI IN CRESCITA
Il 2005 si avvia a registrare
numeri record per le presenze in Provincia di Firenze, mentre
l’analisi 2004 dell’Irpet per i comparti agricoli toscani
induce gli operatori all’ottimismo
Diamo due buone
notizie. La prima:
nei primi nove mesi
del 2005 il risultato del turismo
nella provincia di
Firenze è al di sopra delle
più ottimistiche previsioni:
+ 8,1 % nel numero degli
ospiti (arrivi) e + 2,1 % per
il numero delle notti (presenze).
I dati statistici presentati
in Palazzo Medici
Riccardi dal Presidente
della Provincia, Matteo
Renzi, dall’Assessore
Provinciale al
Turismo, Giovanna
Folonari e dal
Direttore dell’Apt,
Antonio
Preiti, sono il frutto
del lavoro congiunto
della Provincia
di Firenze e
dell’Apt, coadiuvati
dal Cst (Centro
studi turistici)
e si riferiscono a
un campione di
464 strutture
ricettive della
provincia (pari a
circa il 25 % dell’universo
di riferimento).
Sorprendentemente, l’incremento
dei flussi è relativamente
maggiore nei
comuni della provincia che
nel capoluogo, che fa registrare
un + 4,3 % negli arrivi
e + 1,3 % nelle presenze.
La tendenza del dato campionario
relativo alla totalità
delle strutture ricettive,
per il periodo gennaio –
aprile 2005, è pienamente
confermata: + 5,4 % in relazione
al numero degli ospiti
e + 4,5 % in relazione al
numero delle notti.
La seconda riguarda invece
il complesso agroalimentare
della Toscana, che nel
2004 ha fatto registrare crescite
in tutti i settori,
soprattutto nella produzione
di vino, olio e cereali, ma
anche nell’occupazione e
nell’export. In controtendenza
i primi mesi del
2005, dove i cambiamenti
delle normative comunitarie
dovuti all’allargamento
dell’Unione europea fanno
invece calare addetti ed
esportazioni e differenziano
le produzioni. E’ quanto
emerge dal settimo rapporto
sull’economia agricola e
rurale della Toscana, elaborato
dall’Irpet (Istituto
regionale per la programmazione
economica) in collaborazione
con la Regione
e l’Arsia, l’agenzia per lo
sviluppo e l’innovazione
nell’agricoltura. I dati sono
stati illustrati da Renata
Caselli dell’Irpet, dall’assessore
regionale all’agricoltura
Susanna Cenni e da
Maria Grazia Mammuccini,
amministratore dell’Arsia.
Il 2004 è stato caratterizzato
da condizioni meteorologiche
favorevoli che
hanno fatto segnare
aumenti di produzioni in
quasi tutti i comparti. La
produzione vendibile è
cresciuta soprattutto nelle
produzioni di cereali
(+98%), in quelle vitivinicole
(+21%) e nell’olivicoltura
(+133%). Il valore
aggiunto del complesso
agroalimentare è stato di
oltre 2900 milioni di euro,
corrispondenti al 3,5% del
pil regionale.
L’occupazione è cresciuta
del 4% rispetto al 2003 e le
esportazioni del 6,8.
“I dati positivi del 2004 - ha
commentato l’assessore
Cenni - evidenziano la
capacità di tenuta dell’agricoltura
toscana pur in una
congiuntura economica difficile.
Adesso questa capacità
dovrà essere utilizzata
per affrontare i nodi del
2005, in primis la fase di
cambiamento delle politiche
di aiuti comunitari e la
concorrenza,
spesso ai
limiti della
correttezza,
dei prodotti
che vengono
dai mercati
orientali. La
ricetta - ha
concluso - è
quella di
conservazione
dell’identità
territoriale
dei prodotti
attraverso
una
politica di qualità ma anche
di disponibilità all’innovazione”.
Quest’anno, per effetto del
disaccoppiamento degli
aiuti per le produzioni agricole
dovute alla nuova Pac
(politica agricola comune)
europea, ci sono state trasformazioni
delle produzioni
che si sono tradotte in
una riduzione del grano
duro (-31%) in favore di
quello tenero perché potenzialmente
più produttivo
(+22%), e in un aumento
delle produzioni industriali
(+40,5%) soprattutto di
girasole e barbabietola da
zucchero. Per quanto
riguarda l’occupazione,
questa è calata nel primo
trimestre dell’anno del
4,6% rispetto allo stesso
periodo del 2004, mentre
l’esportazione è diminuita
del 2,5%.