Attesa nella prossima legislatura, la nuova normativa dovrà adeguare il ruolo della categoria alle esigenze della società e degli operatori di oggi
L’UTENTE AL CENTRO DELLA RIFORMA DEGLI ORDINI PROFESSIONALI
"Un’opportunità importante per l’occupazione dei giovani nel nostro paese e un servizio per tutti”


Mai, come in questi ultimi tempi, sia a proposito che a sproposito, si è parlato sui media nazionali delle Professioni e della loro riforma. La categoria, ormai da anni, invoca una riforma che, superando l’ordinamento istitutivo, risalente ai primi anni del ‘900, adegui il ruolo dei Collegi Provinciali e del Consiglio Nazionale alle nuove esigenze della società e degli iscritti agli Albi Professionali. Alcuni atti anticipatori della vera e propria riforma in realtà sono già stati posti in essere; in primo luogo con l’adozione del nuovo Codice Deontologico pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale fin dal mese di Settembre 2005 e quindi con la d e t e r m i n a z i o n e assunta in occasione del Congresso Nazionale di Categoria, tenutosi a Palermo nel mese di novembre sempre dello scorso anno. In entrambi gli atti la novità di rilievo consiste nel fatto che al centro dell’interesse e quindi della tutela da parte degli Organismi Direttivi di categoria, è stato posto il cittadino, l’utente o, per meglio dire, il cliente dei professionisti. Questa volontà è premessa nel Codice Deontologico e poi ribadita nel corso dei diversi articoli che lo compongono, introducendo il precetto della “formazione continua” degli iscritti, l’obbligatorietà di dotarsi di assicurazione a garanzia delle prestazioni svolte, la trasparenza che deve essere posta nel rapporto prestazione/compenso. Durante il Congresso Nazionale di Palermo il concetto di formazione è stato a lungo dibattuto e considerato fondamentale ai fini di poter giungere ad un ruolo di Ente Certificatore delle competenze degli iscritti, da attribuire alle strutture territoriali, oggi di livello provinciale, ma che irreversivilmente dovranno essere organizzate anche a livello regionale, così come già avviene spontaneamente, ormai da molti anni, nella nostra e in altre regioni. “Questo impegno – commenta Massimo Zingoni, Presidente del Comitato Regionale Toscano Geometri – è un atto dovuto ai cittadini di questo Paese che da sempre hanno dimostrato grande fiducia nella nostra attività professionale che, di fatto, non ha mai riscontrato flessioni nel corso degli anni garantendo, almeno per il prossimo futuro, una valida alternativa occupazionale per i giovani, in un settore dalle molte specializzazioni e conoscenze integrate che vanno dall’attività edilizia a quella estimativa immobiliare, dall’assistenza contrattuale ai rilievi topografici e cartografici tecnologicamente avanzati”. Secondo le recenti riforme scolastiche ed universitarie possono essere iscritti negli Albi Professionali dei Geometri: tutti coloro che, dopo aver conseguito il Diploma di Geometra presso un Istituto Tecnico per Geometri, svolgano un tirocinio di due anni presso uno studio professionale, ovvero di cinque anni quali dipendenti con mansioni specifiche di geometra presso Enti o privati, e successivamente superino l’esame di abilitazione all’esercizio della libera professione; tutti coloro che abbiano conseguito una laurea dopo aver effettuato un corso triennale universitario presso le Facoltà che intraprendano corsi nell’ambito delle Classi Universitarie Quarta (Scienza dell’Architettura e Ingegneria Edile), Settima (Urbanistica e Scienza della Pianificazione Territoriale e Ambientale) e Ottava (Ingegneria Civile e Ambientale), con svolgimento di tirocinio della durata di sei mesi, da tenersi durante lo svolgimento del corso, e successivo esame di abilitazione all’esercizio della libera professione. Per quanto attiene la recente direttiva della Comunità Europea circa la libera circolazione dei professionisti nei paesi, vecchi e nuovi della Comunità, il geometra è stato assimilato a tecnico laureato di primo livello, così come coloro che negli altri paesi hanno conseguito una laurea triennale. Questo fatto riveste grande importanza in un momento storico di globalizzazione che ridisegna gli spazi di possibilità operativa per i giovani, che sempre più dovranno considerare la propria appartenenza all’Europa. “Speriamo anche – conclude Zingoni – che possa trovare rapida approvazione la proposta di legge, già presentata in Parlamento, che superi la “ghettizzazione” dei laureati triennali negli albi degli Ordini dei laureati quinquennali (Ingegneri, Architetti, etc.), dove ovviamente rappresentano uno stato di fatto marginale, con la creazione di un nuovo Ordine Professionale che possa raccoglierli, suddivisi per specializzazioni, dando loro una propria identità nell’ambito culturale e professionale. Tale processo potrebbe porre fine ai Collegi che ospitavano i professionisti diplomati dagli Istituti Tecnici ed i loro attuali iscritti potrebbero, a parità di competenza e formazione, far parte di questo nuovo Ordine Professionale”.