Psicologi toscani, le garanzie dell'Ordine e le sfide nella società

L’esistenza dell’Ordine degli Psicologi garantisce che lo Psicologo iscritto sia laureato, abbia superato un esame di stato, abbia seguito un idoneo percorso formativo e risponda, attraverso l’Ordine, della qualità e della correttezza della sua prestazione professionale. Lo Psicologo opera sia in ambito Pubblico (Sanità, Difesa, Giustizia, Enti Locali, Istruzione) che Privato (Aziende, Società Sportive, Società di Ricerca) in regime sia libero professionale che dipendente. A differenza della stereotipata immagine di “strizzacervelli”, lo psicologo si occupa più in generale della “salute”dell’individuo, della coppia, della famiglia, delle organizzazioni, lavorando in termini di attivazione delle risorse, sviluppo delle potenzialità , prevenzione del disagio mentre la “psicoterapia” è solo una delle possibili specializzazioni psicologiche. Il Sistema Sanitario Regionale assicura al cittadino l’assistenza psicologica gra- Psicologi toscani, le garanzie dell'Ordine e le sfide nella società tuita tuttavia, a fronte di un incremento di bisogni (violenza, abusi, conflitti familiari, dipendenze patologiche), assistiamo con preoccupazione ad una riduzione del numero di psicologi del servizio pubblico ed alla scarsità di risorse stanziate per interventi psicologici di prevenzione. Da una recente indagine che questo Ordine ha condotto nella popolazione toscana è emerso che la figura dello psicologo è apprezzata, considerata affidabile e prestigiosa. Dallo psicologo ci si attende un intervento quale agente di sviluppo dei sistemi di convivenza: capace di cogliere i problemi insiti nelle relazioni tra persone e tra persone e sistemi organizzativi. L’Ordine garantisce che l'utente si relazioni con un professionista competente, aggiornato e che segue regole deontologiche ben precise. L’azione di tutela del cittadino si esplica anche nel rapporto costante con le istituzioni affinché i servizi pubblici sviluppino una maggiore attenzione agli aspetti psicologici delle persone e garantiscano un corretto esercizio della psicologia da parte di personale qualificato, rispondendo a criteri di eccellenza delle prestazioni. Un esempio è il protocollo di intesa firmato tra Ordine degli Psicologi Toscano e l’Ufficio Regionale Scolastico, protocollo che ha come finalità la promozione dello sviluppo della qualità dei servizi psicologici nella scuola, assicurando l’adeguatezza degli interventi alle esigenze del sistema scolastico. E, ancora: l’iniziativa congiunta tra Ordine Nazionale e Tavoli dei Consumatori per arrivare ad una Carta dei Servizi Psicologici. Sempre a proposito di tutela del cittadino dobbiamo rilevare, con preoccupazione, che negli ultimi anni si sono affacciate sul mercato “figure” che , pur proponendosi come operatori per problematiche relazionali ed emotive, non offrono le stesse garanzie e competenze assicurate dallo psicologo. Spesso queste nuove figure lavorano in ambiti psicologici e utilizzano tecniche e metodologie proprie dello psicologo senza essere psicologi, e senza avere, quindi, il bagaglio teorico, i requisiti e la padronanza della disciplina per esercitare in modo corretto e sicuro. Questo uso inesperto può essere, talvolta, addirittura pericoloso per la salute psicofisica delle persone. Afronte di una professione accreditata e consolidata nel tempo rileviamo, però, che le prospettive di inserimento professionale per i colleghi più giovani non sono brillanti, soprattutto perché, tralasciando aree emergenti, l’indirizzo scelto in prevalenza dai giovani è quello dell’attività psicoterapeutica di cui il mercato in Toscana è saturo. La situazione lavorativa dei colleghi più giovani consiste spesso in occupazioni interne al cosiddetto “Terzo Settore”, con ruoli professionali e livelli remunerativi decisamente inadeguati rispetto al percorso formativo svolto e alle competenze maturate. L'Ordine degli Psicologi si pone l'obiettivo di tutelare la professionalità e le competenze dello psicologo anche all'interno di questo settore che, nonostante offra spazio ai colleghi, si rivela però ancora restio a riconoscerne appieno le capacità. Nonostante ciò, al di là della situazione attuale, il vero punto critico risiede nel fatto che, in Italia, ogni anno, i 26 Corsi di Laurea di Psicologia, a cui si stimano iscritti quasi 50.000 studenti, immettono sul mercato 5.000/6.000 neolaureati l’anno, con un ritmo prevedibilmente crescente. Intorno al 2012-2014 potremmo quindi avere un Ordine con circa 100.000 iscritti. Di questi, forse, non più della metà potrà operare “realmente” come psicologo, posto che esistono dei limiti oggettivi allo sviluppo di un mercato, nonostante gli sforzi ed i successi che l’Ordine potrà conseguire nella promozione della professione. Vi è infatti ancora spazio per potenziarne e svilupparne una maggiore diffusione, anche se i risultati dipendono in parte da fattori non del tutto prevedibili, quali i futuri orientamenti e l’attenzione dedicata alla psicologia nei programmi di Governo. Alle prospettive di un problema di tali dimensioni è difficile contrapporre soluzioni semplici, ma sicuramente una prima mossa potrebbe essere quella di una reale, profonda, sensibilizzazione delle Università rispetto alla dimensione del mercato professionale, che viene troppo spesso ignorata in ambito accademico. E’ per questo che lo scorso anno ci siamo opposti all’apertura di un nuovo corso di laurea in psicologia a Pisa, a meno di 80 chilometri di distanza dalla già affollata Facoltà di Psicologia di Firenze. Parametrizzare a livello nazionale il numero di nuovi iscritti in base alle reali prospettive del mercato dei prossimi dieci anni potrebbe essere la prima cosa da fare. Si tratta di una scelta impegnativa, in parte osteggiata da chi opera nel settore formativo; ma necessaria per mantenere in futuro un equilibrio sostenibile e garantire una formazione di elevata qualità. L’esempio delle Facoltà di Medicina una ventina di anni fa va preso in considerazione.