Il nuovo waterfront trasformerà il volto del capoluogo campano che, finalmente, riabbraccerà il suo mare
IL PORTO DI NAPOLI SI RIFÀ IL LOOK
La Città si appresta a ristrutturare completamente la sua area portuale su progetto dell’architetto Euvè
L’ltalia
è un paese per tre quarti bagnato dal mare. Ce lo insegnavano a scuola.
Perciò sarebbe naturale pensare che il nostro è anche un paese
marinaro, con grandi aree portuali. Invece la realtà per molti anni
è stata diversa, e quel primato naturale di regina del Mediterraneo
che l’Italia dovrebbe vantare, c’è stato spesso “soffiato“
di sotto il naso dai cugini francesi e dagli spagnoli. La bella notizia
è che la musica sta cambiando. Infatti è un momento di prosperità
per i lungomare italiani. Diverse città del nostro paese stanno seguendo
l’esempio di Genova, che ha rinnovato l’area del Porto antico
e ripristinato l’affaccio sul mare per il centro della città.
I waterfront sembrano offrire interessanti opportunità di investimento
nella misura in cui si progettano, per la loro riqualificazione, interventi
che prevedono la realizzazione di alberghi, nuove residenze, ma anche spazi
per attività commerciali e di intrattenimento.
A mobilitarsi in questa direzione sono Napoli, Bari, Ravenna, La Spezia,
e con buone probabilità anche Livorno e Palermo. Comun denominatore
nell’attenzione rivolta ai quartieri vicini all’acqua è
la nascita di organismi destinati a diventare referenti principali per gli
interventi di riqualificazione, rappresentando gli interessi della città
e al tempo stesso delle autorità portuali. Accordi, cioè,
tra autorità locali ed enti portuali. A Napoli, ad esempio, tale
ruolo è ricoperto da Nausicaa S.p.A., alla quale partecipano Provincia,
Comune, Autorità Portuale di Napoli e Regione Campania. Il connubio
tra napoli e il suo porto è tradizionalmente molto forte se si pensa
che l’area turistica dello scalo si affaccia sul centro di una città
forse unica al mondo per storia, arte, bellezze architettoniche e naturali,
caratteristiche che hanno reso lo scalo partenopeo protagonista indiscusso
negli itinerari dei principali cruise operators. E dal porto si aprono collegamenti
con tanti mondi: dalle splendide isole, le coste, i siti archeologici della
regione, alle mete turistiche del Mar Mediterraneo apprez
zate
da chi segue il sole tutto l’anno.Napoli che si sta calibrando con
le più importanti città europee si appresta a ristrutturare
completamente la sua area portuale. L’architetto francese Euvè
è stato chiamato a trasformare un’area di 170.000 mq. Aree
verdi, parcheggi sotterranei, centri commerciali e luoghi di aggregazione:
così la città potrà finalmente riabbracciare il suo
mare. Nausicaa la holding pubblica (partecipata al 49% dal Comune di Napoli
e al 13% da Regione, Provincia e Autorità Portuale), nata proprio
con il compito di progettare e realizzare la riqualificazione urbanistica,
architettonica e funzionale dell`area monumentale del porto di Napoli, ha
alla fine affidato il progetto al gruppo italo-francese Sarl d’Architecture.
L’architetto Michel Euvè è affiancato da una folta schiera
di esperti, pianificatori, paesaggisti e progettisti ambientali. Il gruppo
ha sbaragliato ben 20 società concorrenti provenienti da tutto il
mondo, con un progetto tanto complesso e innovativo, quanto creativo e chiaro
- come ha motivato anche il Preside della Facoltà di Architettura
Federico II, Gravagnuolo.
Euvè ha ideato una “filtering line” (linea di filtro)
dotata di reti tecnologiche e di servizio, che dovrà unire l’area
demaniale e la città e che simbolicamente la notte apparirà
come un’unica linea luminosa molto suggestiva. La linea sarà
in concreto una struttura sviluppata su più livelli con aree attrezzate
a verde, bar, uffici, biglietterie, aree commerciali, parcheggi sotterranei
e percorsi pedonali e ciclabili. Tre innesti trasversali condurranno direttamente
ai moli Immacolatella vecchia, Angioino e San Vincenzo. Quest’ultimo
verrà restaurato e gli edifici subiranno una riconversione. Saranno
ricavati percorsi pedonali, solarium e punti di ristoro, piscine e spazi
per eventi. San Vincenzo sarà reso raggiungibile attraverso un percorso
carrabile ricavato sul perimetro del Circolo Canottieri, in attesa che la
Darsena Acton,
attualmente
in possesso della Marina Militare, diventi un porto turistico per maxi-yacht.
Intanto Euvè pensa anche ad un ampliamento del Molosiglio, riorganizzando
gli spazi dei giardini. Al di sopra della “linea filtro” è
previsto un edificio a tre piani lungo circa 110 metri che ospiterà
uffici, attività ricettive e culturali.Gli interventi relativi alle
aree strettamente portuali sono solo una parte di un progetto che copre
una superficie di ben 174.000 mq, che si estende virtualmente dal Parco
della Marinella (est) ai giardini pubblici del Molosiglio (di fronte al
Palazzo Reale) e che prevede sensibili modifiche anche di tutta l’area
che gravita su Piazza Municipio. Nel piazzale antistante il porto, infatti,
dove oggi stazionano autobus e taxi, sorgerà un ampio belvedere sul
mare sollevato di circa un metro e mezzo rispetto al livello attuale del
suolo che in parte pedonale e adibito ad eventi. Via Acton sarà collegata
con un tunnel anche alla nascente stazione della metropolitana, mentre tra
il varco Immacolatella e il Molo Angioino sorgerà un’unica
area commerciale. Costo dell’intera operazione, 82 milioni di euro.