A cura di A. Manzoni & C. Spa
 
 
   
 
 
 

HONDA JAZZ GRAPHITE - CARATTERE SPORTIVO
Motore 1.4 i-DSi da 83 cavalli, 7 marce, cambio al volante

Migliorare ancora un’auto di successo come Honda Jazz è la sfida che Honda Motore 1.4 i-Dsi da 83 cv, cambio al volante 7 speed CVt (oppure cambio automatico 7 marce, o cambio manuale sequenziale 7 marce con comandi sul volante), minigonne laterali, paraurti sportivi, volante in pelle, cerchi in lega da 15”, fendinebbia, 4 airbag e sistema ABS con EDB. In poche parole, Honda Jazz Graphite, la versione inedita della giapponesina dedicata alle mini vetture con maxi prestazioni. Ha un’estetica grintosa e con una strumentazione che richiama il mondo delle corse. Ma vediamola da vicino. Con il modello 2005 la giapponesina rinnova la linea più sportiva e cura maggiormente gli interni. Poco ingombrante, è spaziosa e ha un baule grande. In accelerazione raggiunge i 100 chilometri orari in 100 secondi, la sua velocità massima è di 173,3 km, il consumo è di 13,89 km/l.
I progettisti di Honda hanno creato una forma fluida e dinamica. Dai fari anteriori arrotondati fino alla coda, la linea di Honda Jazz è estremamente raffinata e conserva al tempo stesso il massimo della prestazione aerodinamica.
Il design di Jazz va ben oltre la superficie. I cristalli laterali si inseriscono elegantemente nella silhouette dell’auto ma soprattutto ne aumentano la visibilità. E il suo assetto deciso, ottenuto con lo spostamento delle ruote verso gli angoli esterni, consente di ricavare il massimo dello spazio interno, pur preservando dimensioni molto compatte.
Gli interni sono ampi con consolle centrale e strumentazione di plastica ma con inserti in alluminio. Altra novità è la retroilluminazione.
E’ migliore la qualità di plastiche, ha tessuti robusti ma non è dotata di navigatore satellitare. Il divano è piatto e largo e può ospitare tre adulti, i quali hanno spazio anche per le ginocchia. I sedili anteriori traggengono bene il corpo in curva. Di serie la corona del volante, rivestita in pelle; sulle razze sono ripetuti i principali comandi della radio.
Il baule è capiente, il fondo è piatto e garantisce spazio per due valigie. Jazz possiede una luce per il bagagliaio e quattro tirati cromati per assicurare i bagagli. Vi sono inoltre comodi ripostigli all’interno delle portiere. Sotto il cruscotto diversi ripiani permettono di tenere sottomano gli oggetti personali.
Buona la tenuta di strada per via dell’assetto rigido. Lo sterzo è leggero in manovra ma molto diretto in velocità; il cambio ha una corsa breve e le marce entrano con velocità.
Honda Jazz, insomma, è un’auto sicura, scattante, sempre pronta a trasmettere energia e divertimento.

MUSEO DI TORINO
Vecchie signore

Il Museo Nazionale dell’ Automobile Carlo Biscaretti di Ruffia di Torino organizzerà da domani, 20 maggio, al 19 marzo 2006 la mostra dal titolo “Una stagione romantica. Marche automobilistica torinesi. 1900-1939”. «L’esposizione, che è ovviamente inserita nell’ambito delle manifestazioni organizzate a corollario delle prossime Olimpiadi della Cultura, offrirà — precisa in una nota il Museo dell’automobile - una panoramica del capoluogo piemontese come città dell’automobile, collocata in un’affascinante ambientazione della Torino d’inizio Novecento. Le vetture presenti in mostra illustreranno al visitatore l’immagine pionieristica di quanti, in questa città, contribuirono alla nascita e alla diffusione dell’ automobile. Come in una serie di istantanee verranno presentati diversi modelli che sono stati via via realizzati da prestigiose case automobilistiche nate a Torino tra l’inizio del secolo e la fine degli anni Trenta». La mostra è stata allestita all’interno del percorso museale al primo piano; alle sedici vetture d’epoca faranno da sfondo alcune ricostruzioni di ambienti della Torino inizio Novecento, con i caffè, i teatri e le dame impreziosite dagli abiti confezionati nei numerosi atelier cittadini.
«Tra il 1900 ed il 1910 infatti — aggiunge il Museo — la fama che Torino raggiunse nel mondo della moda femminile fu tale da diffondersi in ogni parte d’Italia, tanto che le sartorie torinesi divennero un punto di riferimento per la moda nazionale; inoltre, l’avvento dello stile Liberty nell’arte e nell’architettura, sancì definitivamente i legami tra creatività e industria, tra sogno e vita quotidiana. Il visitatore farà un piacevole viaggio nel passato, curiosando tra i tavolini dei caffè, facendosi servire il classico bicerin, bevanda tipica torinese».


AUTO: UN LIBRO
Basta crisi
Quali modelli di strategia per uscire dalla crisi del settore auto? Robert Boyer e Michel Freyssenet illustrano le possibili strade nel libro “Il futuro di Fiat tra i modelli produttivi di Toyota e Honda” (Università Bocconi editore). Boyer e Freyssenet individuano sei modelli (taylorista, woollardista, fordista, sloanista, toyotista e hondista), di cui tracciano la traiettoria storica e le possibilità di sviluppo.