A cura di A. Manzoni & C. Spa
 
 
   
 
 
 

FOCUS, ECCO UN PEZZO DA NOVANTA
Un punto di riferimento fra le auto del segmento C. Con cui fare i conti


Niente colpi di fulmine. La nuova Focus smorza i toni del passato e punta più alla testa che al cuore. La scelta di normalizzare il look della Focus è stata piuttosto sofferta, ma alla fine si è optato per un’auto che prevedesse linee senza compromessi. Nel nuovo design infatti non c’è più traccia di forme appuntite, come erano in precedenza quelle dei fanali. Ora i tratti di Claudio Messale, chief designer della nuova Focus, sono più elaborati.

Il tentativo di dare un’aria filante a un’auto con una spiccata vocazione familiare è riuscito. Le dimensioni sono molto generose. Rispetto alla precedente generazione la nuova compatta Ford vanta dimensioni molto più generose. Il passo ad esempio è più lungo di 25 mm ed anche la carreggiata ha subìto un aumento di 40 mm, toccando quota 1535 mm. Lunghezza e larghezza, rispettivamente di 4340 mm e 1840 cm sono cresciute di 170 e 140 mm. Tuttavia, da qualsiasi angolazione la si guardi, la Focus non dà mai l’idea di essere sovrappeso o affetta da gigantismo. Sul pianale, comune anche alla Mazda3 e alla Volvo S40, poggia una carrozzeria che trova slancio nella forma tesa e sfuggente del padiglione. Il montante anteriore è stato avanzato di ben 120 mm e la discesa verso la coda, ancora una volta alta e massiccia, avviene ora in modo più dolce. Il risultato è una forma molto dinamica, che, soprattutto per la tre porte, è quasi da coupé. L’incremento delle dimensioni dà scontati benefici anche sul fronte abitabilità. La nuova Focus offre ai passeggeri più spazio in ogni direzione e anche il bagagliaio è ora più capiente, con un volume utile di 385 litri. A migliorare la qualità della vita a bordo contribuiscono anche altri interventi. La plancia è realizzata con nuovi materiali, più gradevoli alla vista e al tatto, come anche i rivestimenti dei sedili. I comandi sono distribuiti in modo più razionale e si raggiungono ora più facilmente. La Focus monta alcuni utili dispositivi, molti dei quali al loro debutto assoluto su auto del segmento C. I principali esempi sono una pedaliera a regolazione elettrica, un sistema d’intrattenimento multimediale per i passeggeri posteriori e un impianto di comunicazione con standard bluetooth a comando vocale che integra anche il climatizzatore e il navigatore satellitare. Molto interessante è pure il sistema AFLS, che abbina il concetto di faro adattivo a lampade alogene, a costi quindi inferiori rispetto ad analoghe soluzioni allo xeno. Salire a bordo e trovare una posizione di guida soddisfacente è un tutt’uno. Anche senza intervenire sulla pedaliera e a prescindere dalla stazza, chiunque si sistema comodamente al volante. Una puntatina sul divano posteriore non riserva brutte sorprese. Lo spazio per le gambe è soddisfacente e anche la testa, nonostante il tetto spiovente, non rischia di toccare il padiglione. Alcune concorrenti fanno meglio, è vero, ma neanche poi di tanto. In movimento, sin dai primi metri, la Focus trasmette un piacevole senso di sostanziosità, frutto di un accurato lavoro di accordatura dell’assetto. Tra le altre cose, le sospensioni multilink sono state modificate, compaiono nuove boccole idrauliche e ammortizzatori di maggiori dimensioni, mentre le carreggiate sono state allargate. L’impressione che si ha è quella di guidare un’auto di categoria superiore rispetto alla vecchia Focus, sia quando l’asfalto è liscio come un biliardo sia quando si affrontano tombini di aspetto vulcanico. Guidando con piglio da prova speciale, la Focus non fa una piega e descrive traiettorie con precisione quasi certosina. Insensibile alle tentazioni e alle molestie, non abbandona mai la retta via, regalando una vita senza stress agli eventuali angeli custodi elettronici, l’Esp e il Tcs. (Tra l’altro i comandi sono molto più semplici e stilisticamente comprensibili di quanto invece non fossero prima; anche in tema di rifiniture è evidente lo sforzo del designer Ford che ha lavorato sodo per fare in modo che il dettaglio o la finitura di pregio non facessero parte solamente delle versioni più lussuose. Molto interessante a questo proposito il fatto che sia stato effettuato uno studio di compatibilità relativo alle soluzioni cromatiche proposte di serie e in opzione sulle varie versioni, che ora comprendono cinque livelli di allestimento: Ambiente, Zetec, Ghia e Titanium).
Chiudono il quadro un impianto frenante potenziato, pronto e puntuale nelle risposte, e uno sterzo che con una buona progressività e una discreta precisione permette sempre di portare la Focus proprio là dove si vuole.

I motori
La gamma propulsori ne comprende due a gasolio e quattro a benzina. Sicuramente la parte del leone sul mercato sarà fatta dai già ben noti turbodiesel millesei e duemila capaci rispettivamente di 109 e 136 cv.
Per quanto riguarda i benzina la gamma si apre con il piccolo 1.4 da 75 cv e si chiude con un generoso due litri da 145 cv, passando per due 1.6 litri da 100 cv e 115 cv. Per tutti, cambi manuali con la possibilità di abbinare un cambio robotizzato Durashift alla motorizzazione millesei.