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cura di A. Manzoni & C: Spa |
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RENAULT SCOMMETTE SU UNA BERLINA DA 5 MILA EURO -
La sta costruendo in Romania. Obiettivo ambizioso: piazzarne 700.000
esemplari Interessa una solida, comoda, spaziosa berlina di media cilindrata per tutta la famiglia che costi nuova non più di 5.000 euro? La Renault è convinta di sì e la sta già costruendo in Romania, con un obiettivo estremamente ambizioso: produrla nel prossimo futuro in varie parti del mondo (dalla Russia alla Colombia), così da piazzarne almeno 700.000 esemplari all’anno verso il 2010. Per il momento la futura «limousine dei poveri» è identificata soltanto con una sigla provvisoria (L90) ma Louis Schweitzer, il presidente della casa automobilistica francese, ne dovrebbe annunciare il nome definitivo il 2 giugno, quando è in calendario la presentazione ufficiale. Non aspettatevi ovviamente soluzioni tecnologiche d’avanguardia: il nuovo modello sarà spartano, senza alcun colpo d’ala nel design, con accessori ridotti all’osso. Nella versione più economica mancherà persino il servosterzo (ma non gli airbag). Schweitzer vorrebbe vendere prioritariamente la rivoluzionaria «auto da 5.000 euro» alle «classi medie» del Terzo Mondo, che finora si sono in buona parte motorizzate con l’usato. Divisi gli esperti del settori sulla grossa sfida lanciata dalla Renault: sarà davvero possibile commercializzare ovunque sul pianeta quest’auto a 5.000 euro nella versione di base guadagnandoci sopra? Ed esiste sul serio una domanda potenzialmente vigorosa per una vettura senza fronzoli, e facile da riparare? Il patron di Renault non ha dubbi in proposito e non a caso ha già dato il via alla produzione della L90 a Pitesti in Romania, dove dal settembre 1999 ha preso il controllo dell’unica casa automobilistica locale, la Dacia. Se tutto andrà secondo il ruolino di marcia prestabilito la «limousine dei poveri» di media cilindrata (con la robustezza privilegiata sulle prestazioni) sarà sfornata a partire dal 2005 anche in Russia e in Marocco. Nel 2006 sarà la volta di Iran e Colombia e poi potrebbe toccare a India e Cina. La produzione in paesi dalla manodopera poco cara dovrebbe permettere - così almeno sperano alla Renault - «sostanziali profitti». Per contenere al massimo i costi di produzione gli ingegneri francesi hanno d’altronde deciso di non progettare nulla di nuovo per la L90: hanno allungato la piattaforma della futura Clio Micra, hanno optato per due motori (da 1.4 e 1,6 litri) ammortizzati da anni, hanno scelto una carrozzeria semplice al massimo, squadrata. Tutto il processo di «ottimizzazione» è stato fatto «in funzione dei costi», con un’inventiva opera di riciclaggio. All’inizio la Renault sembrava decisa a vendere la «world car» dal prezzo stracciato soltanto nei paesi in via di sviluppo ma di recente ha apparentemente cambiato idea. Sembra che esista un mercato promettente anche nei paesi più ricchi e sofisticati e di sicuro la L90 ne guadagnerà in immagine e appeal se non verrà ghettizzata nel Terzo Mondo. Grazie a questa nuova vettura dal listino ultrabasso (tra le auto di media cilindrata soltanto la Zhigulì, la vecchia 124 Fiat costruita a Togliatti in Russia, potrà tenerle testa) la Renault spera di accrescere in modo massiccio il suo output annuale (attualmente un pò meno di 2,5 milioni) da qui al 2010 e di garantirsi così un futuro in un settore sempre più competitivo e difficile. |
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