A cura di A. Manzoni & C: Spa
 
   
 
 
   
 
 
 

ATTENZIONE AL TUBO DI SCAPPAMENTO DELL'AUTO
Il governo francese studia una serie di misure contro il problema inquinamento


Micidiali i tubi di scappamento: nelle città di Francia ammazzano ogni anno più di 5.000 persone e il governo Raffarin cerca adesso di correre ai ripari studiando una serie di misure (ad esempio obbligo di speciali filtri per i diesel, rottamazione delle auto più vecchie e più inquinanti) che pongano fine a questa strage. L’Agenzia francese della Sicurezza Sanitaria Ambientale (Afsse) ha rilanciato l’allarme con un rapporto-choc: per il 2002 i morti imputabili all’inquinamento da motore a scoppio sono stati quasi seimila, per l’esattezza 5.993 se si fa una media tra le forchette di massima e di minima. Dopo otto mesi di lavoro concentrato su 76 agglomerati urbani, gli esperti ne hanno concluso che dal 6 all’11% di tutti i casi di cancro al polmone registrati sui più di 30 anni d’età è dovuto ai gas di scarico di auto, camion e bus. Anche il 7% di tutte le malattie cardio-respiratorie con decorso fatale sarebbe direttamente riconducibile all’inquinamento automobilistico. L’Afsse non si è limitata ad un’analisi del passato. Ha anche realizzato una proiezione per i prossimi 15 anni e la prospettiva non è affatto allegra, se non si prendono in fretta delle misure. Nel caso migliore, il numero delle persone ammazzate dalle «particelle fini» emesse dalle auto inquinanti dovrebbe oscillare per il periodo 2002-2020 nelle aree urbane francesi da 10.000 a 16.000 per i cancri al polmone e da 49.000 a 73.000 per le malattie cardio-vascolari. Intitolato «Impatto sanitario dell’inquinamento atmosferico urbano», il rapporto doveva essere reso pubblico da qualche giorno ma secondo indiscrezioni del settimale Le Point il primo ministro Jean-Pierre Raffarin e il ministro dell’Ambiente Serge Lepeltier lo hanno giudicato «imbarazzante» e hanno cercato di ritardarne la divulgazione, in attesa di nuovi dati e con l’obiettivo di mettere prima a punto una strategia di intervento. Le Point ha però rivelato l’esistenza del rapporto e l’Agenzia della Sicurezza Sanitaria Ambientale è stata allora costretta a metterlo prontamente in linea sul suo sito Internet, sottolineando che ogni decesso causato da inquinamento automobilistico costa tra l’altro una fortuna: in media 900.000 euro. Sotto il profilo finanziario si tratta di un costo che non è compensato nemmeno dagli introiti delle autostrade e dalle tasse sui carburanti. In un secondo rapporto gli esperti dell’Afsse propongono anche una serie di possibili rimedi: dall’introduzione di una tassa aggiuntiva per i veicoli in funzione del loro consumo energetico e del loro livello di «particelle fini» emesse, all’obbligo di un filtro speciale per tutti le auto diesel senza dimenticare più in generale la necessità di sviluppare i trasporti pubblici e di ridurre al massimo in traffico al centro delle città. A quanto è trapelato il governo Raffarin ha anche allo studio la possibilità di incentivi alla rottamazione, sulla falsariga di quanto già fatto in Italia. Nel quadro di un più vasto piano nazionale di risanamento atmosferico. In risposta al rapporto dell’Afsse il neo-ministro dell’Ambiente Lepeltier ha ammesso che il problema è stato finora sottovalutato dalle autorità.