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IL MONDO SULLA 2CV
Quel modello Citroen ha scritto un capitolo di storia
Nella storia dell’automobile un anno da ricordare è sicuramente il 1925 quando la Citroen ha commercializzato la prima auto con carrozzeria interamente d’acciaio. Nome storico quello della casa francese che prende il nome dal fondatore André Citroën nato il 5 febbraio 1878 in 44 rue Laffitte a Parigi. La prima vettura della casa francese la “Type A” fu costruita nel 1919 nella prima sede della societá Citroën Automobiles a Parigi, sul Quai de Grenelle, oggi questa parte del lungofiume parigino ha preso il nome del fondatore della societá. Negli anni 20, André Citroën dota le strade francesi di 150.000 cartelli di segnaletica in cui é riportato lo stemma della casa automobilistica. Il logo sulle Citroën s’ispira agli ingranaggi a “chevron” che avevano costituito la prima attivitá industriale di André Citroën. Nell’agosto 1924, lo “sbarco” in Italia dove l’ingegner Nicola Romeo vende ad André Citroën, a Milano, un terreno di 55.000 metri quadrati, all’angolo tra via Gattamelata e viale Teodorico, ad un passo dalla fiera e accanto all’area su cui, fino a pochi anni fa, sorgeva lo storico impianto Alfa Romeo del Portello. Su questo terreno, sorge ancora oggi la filiale italiana della casa francese. Il successo della fabbrica francese è partito però qualche anno prima: 2.810 veicoli Citroën furono già venduti nel 1919.
E nella storia della fabbrica francese un modello storico è stato sicuramente la “2CV” (Due Cavalli) che nasce negli anni Trenta quando i francesi realizzarono l’allora TPV”toute petite voiture”, ovvero una vettura cioè che avesse due posti a sedere, un consumo di tre litri di benzina ogni cento chilometri e fosse in grado di raggiungere una velocità massima di 60 km ora, percorrere strade accidentate ed essere facilissima da guidare. Nel corso degli studi dei progettisti francesi la “2CV” prese forma.
L’impatto visivo iniziale non era dei migliori anche se la nuova vettura era in allumino, aveva i bracci delle sospensioni in magnesio e il suo motore bicilindrico era raffreddato ad acqua ed era montato molto in basso, per assicurare un baricentro bassissimo.
Tenuta di strada e confort risultavano subito da record per l’epoca. Tuttavia, l’improvviso scoppio della Seconda Guerra Mondiale, interruppe i primi passi della vettura: venne annullato il Salone dell’Automobile del 1939 (dove sarebbe stata presentata la TPV) e i pregi di questa rivoluzionaria automobile rimasero un segreto all’interno di casa Citroen. Bisogna arrivare al 7 ottobre 1948 all’apertura del 35º Salone dell’automobile di Parigi, quando l’allora amministratore delegato Citroën, Pierre Boulanger presentò al Presidente della Repubblica Francese la 2CV.
Una grande soddisfazione per Boulanger visto che questa macchina nacque nell’ottobre del 1935 proprio da una sua idea nel tentativo di fare colpo sul mercato dell’automobile di massa. La nascita della “2CV” è legata ad altri due personaggi: l’ingegnere meccanico André Lefevre e lo stilista italiano Flaminio Bertoni che, secondo i racconti riportati nella storia, ne realizzò il design in una sola notte. Le prime caratteristiche della vettura che è diventata una delle più amate del Secolo sono innovative. Innanzitutto c’è l’abbandono del radiatore per il raffreddamento ad aria, i bracci delle sospensioni e la carrozzeria non sono più in magnesio e in alluminio ma in normale acciaio, fari e i tergicristalli diventano due e il cambio offre finalmente la quarta marcia (uno dei grandi segreti della 2CV). Il progetto della casa francese è stato subito seguito dai migliori progettisti e ingegneri del mondo, quelli della Citroën Automobiles. Certo dopo la sua presentazione non mancarono le critiche, sia per la linea che per le grandi dimensioni abbinate a un motore di piccola cilindrata. La stampa specializzata ironizzò sulla “2CV” affermando a più riprese che la lamiera ondulata (necessaria per rinforzare la grande carrozzeria) era quella di alcune saracinesche distrutte nel corso della guerra. I giudizi degli addetti ai lavori, dopo le prime prove su strada, cambiarono diventando unanimemente favorevoli, tanto che già nel 1951 il tempo di consegna della 2CV era di un anno e mezzo per le incessanti richieste dei clienti. Un vero e proprio trionfo che ha cambiato la storia dell’automobile e del costume, subendo pochissime metamorfosi tecniche ma divenendo, di volta in volta, segno dei tempi e delle situazioni. La 2CV è stata protagonista di film, ha corso in gare di ogni tipo ed è stata scelta come simbolo di anticonformismo o di snobismo da intere generazioni. Ancora oggi è stata definita “una specie di testamento spirituale della Citroen”, di quella tipica razionalità che ha fatto la fortuna della casa francese, rimanendo in produzione fino al 1990 e riuscendo ad accontentare, col passare degli anni, diverse tipologie di automobilisti. Singolare è il fatto che quest’autovettura che ha avuto quasi un secolo di successi sia nata a Levallois, nella più vecchia delle fabbriche francesi. La struttura costruita nel 1893 da Cycles Clement, fu infatti affittata successivamente da Citroen dal 1921 per la fabbricazione della famosa Torpedo”5CV Trèfle” e degli autocingolati per la Crociera Nera e per la Crociera Gialla. Nel 1929 la casa francese acquistò i locali e Levallois divenne l’unica fabbrica Citroen ad avere un reparto carrozzeria e uno meccanico. Fu proprio per questo che Levallois assicurò dopo il 1948 la realizzazione completa di tutte le versioni della 2CV: montaggio ma anche fabbricazione dei sofisticati motori bicilindrici raffreddati ad aria. E così si arrivò, nel 1984, al record produttivo di 250 2CV al giorno. E’ vero che vista l’enorme richiesta in tutto il mondo negli Anni cinquanta la Citroen decise di produrre la 2CV anche in Inghilterra e in Belgio.
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