Quale strada dopo le medie?
Una decisione orientata anche dal giudizio finale dei professori e dalle loro indicazioni
Concluso con gli esami
finali il triennio di
scuole medie, giunge
il momento della prima, vera
scelta da compiere in
prospettiva futura. Fino a
questo punto, la scuola è
stata
uguale per tutti, mentre
ora ciascuno dovrà delineare
il proprio avvenire.
Certo, sbagliando strada il
tempo per tornare indietro
e cambiare rimettendosi al
passo c’è tutto, ma ciò non
significa dover procedere
caso. Anzi è bene ponderare
al meglio prima di decidere
sul da farsi, e per
una corretta riflessione è
opportuno partire da alcuni
punti fermi.
Un primo elemento dovrebbe
essere colto leggendo
le pagelle del triennio della
scuola media inferiore.
Questo ciclo scolastico ha,
almeno nelle intenzioni, più
scopo “orientativo” che
“selettivo” (come avveniva
invece in precedenza). In
altre parole il protagonista
della scelta, assieme a coloro
i quali lo desiderano
aiutare (genitori e docenti)
debbono osservare i diversi
gruppi di materie che costituiscono
il piano degli studi
della scuola media unica.
Detti gruppi di materie sono
di diverso carattere, e
cioè alcuni con carattere
umanistico (italiano, storia,
educazione civica, geografia
e lingua straniera), altri
con carattere scientifico
(scienze matematiche, chimiche,
fisiche e naturali),
altri con carattere artistico
(educazione musicale e artistica),
altri con carattere
tecnico-pratico (educazione
tecnica ed educazione
fisica). A questo punto ogni
giovane studente deve
chiedersi: “Fra questi gruppi
di materie, quali sono le
discipline dove ho dimostrato
di riuscire meglio? E
fra le diverse materie di un
medesimo gruppo, qual è
stata la disciplina nella
quale ho dimostrato maggiore
interesse?”.
Un secondo elemento da
considerare con particolare
attenzione dovrebbe essere
dedotto dal giudizio rilasciato
alla fine del triennio di studi
della scuola media unica
dal collegio dei docenti.
Gli insegnanti della scuola
media inferiore debbono infatti,
nello scrutinio finale durante
il quale viene rilasciato
agli alunni il diploma di licenza,
“collegialmente” esprimere per iscritto un
giudizio nel quale vengano
espressamente indicati gli
ulteriori indirizzi di studio
che potrebbero essere presi
in considerazione.
Può tuttavia darsi che, nonostante
questa analisi, continui
a permanere una situazione
ancora poco chiara.
E’ il caso, per esempio,
di chi ha dimostrato durante
il decorso della scuola
media inferiore di riuscire
bene in tutte le materie, oppure
di chi ha ottenuto risultati
mediocri in tutte le
discipline. E allora che cosa
si deve fare?
La migliore soluzione è
quella di rivolgersi ai Centri
di orientamento scolastico.
Giusto per fornire un quadro
panoramico delle opportunità
in termini di scuole
superiori a in lingua italiana
tra cui poter vagliare,
possiamo indicare a grandi
linee gli indirizzi di studio
possibili in provincia. Partendo
dagli istituti pubblici,
circa l’istruzione culturaleumanistica
e pedagogica,
si può contare su liceo
classico, scientifico, linguistico
e pedagogico. Di norma,
questi propongono
programmi propedeutici alla
continuazione degli studi
nelle
università, senza però
costituire passaggio obbligato.
Quanto all’istruzione
di carattere tecnico, vi sono
istituti tecnici commerciali e
per geometri. Per l’agricoltura,
alberghieri, per l’industria
e l’artigianato, per il
commercio-turismo e servizi,
per le professioni sociali,
rappresentano i settori in
cui specializzano le varie
scuole professionali. Ancora,
nel capoluogo ha sede
il Conservatorio musicale.
Ma la preparazione post
scuola dell’obbligo può avvenire
anche presso le varie
scuole private paritarie,
nonché attraverso diversi
corsi di specializzazione in
disparati campi.
COMPITI PER LE VACANZE
Ultima campanella, le porte
delle scuole chiudono, quaderni
e testi vengono messi
in naftalina… e i compiti per
le vacanze? Beh, dopo un
intenso anno passato sui libri,
è giusto tirare un po’ il
fiato, concedendo alla mente
un periodo di minore impegno.
Una precauzione
valida soprattutto per chi ha
dovuto sostenere gli esami
e ha dunque appena sopportato
un notevole carico
di stress. Per tenere in allenamento
il cervello, nel corso
dell’estate, non serve poi
molto: leggere i giornali
quotidianamente, sfruttare
un po’ di tempo libero per
scegliersi il libro più adatto
ai propri gusti (non necessariamente
un “classico”),
ogni tanto divertirsi a scambiare
due chiacchiere con i
propri amici in una lingua
studiata a scuola. E, se si va
all’estero, “buttarsi” e mettere
in pratica quanto imparato
della lingua straniera.