Il puntuale ritorno del toto-tormentone

“La Tortura” di Shakira, la granta funky dei Jamiroquai, il debuttante Pago già da un po’ passato dalle radio e alla Tv in uno spot: solo alcuni fra i nomi in corsa per il titolo di canzone “colonna sonora dell’estate”

Nemmeno la lontananza dal mare e dalle spiagge, suo habitat naturale, evita il ritorno puntuale come la morte e le tasse del tormentone estivo. Ballato, cantato, fischiettato diviene la colonna sonora della stagione del sole: le sue note risuonano all’autoradio mentre andiamo al lavoro, strapazzato dal collega seduto a fianco, nei supermarket da sottofondo durante la spesa e, soprattutto, la sera nei locali. Comincia così anche il tototormentone: chi ci uscirà dalle orecchie quest’anno? Quale la tortura? Forse con questa ragione di fondo Shakira ha intitolato il suo nuovo singolo proprio “La Tortura”, nei juke-box a breve. Fa parte dell’album “Fijacion Oral 1”, interamente cantato in spagnolo dall’avvenente colombiana, primo capitolo di una storia in due puntate che conoscerà il suo seguito nell’album – stavolta in inglese – in uscita a novembre. Altri candidati sono i Jamiroquai con la hit “Feels Just Like it should” in cui si esprime tutta la loro leggendaria grinta funky. E gli italiani? Non stanno di certo a guardare. Tra i più gettonati già da un po’ troviamo Pago e la sua “Parlo di te”. Forse anche grazie agli infiniti passaggi dello spot di cui il brano è colonna sonora. D’altronde il legame fra “ritornello orecchiabile della pubblicità” e “hit scalaclassifiche” è fenomeno quasi scientificamente provato. Come dimostra “Come stai” dell’anno scorso firmato Vasco il mostro sacro, che tale è anche senza spot. Prima del successo 2004 del rocker di Zocca, fra gli autori di brani tormentone si ricordano altri nomi importanti delle scene musicali, altri invece che come comete hanno affiancato per il breve tempo di un’estate le vere star. Se ne possono elencare alcuni che oggi riascoltiamo piacevolmente ogni tanto, tornato sopportabile se preso a piccole dosi, altri per i quali si può provare un odio ancora viscerale. La sottile linea di demarcazione è differente per ciascuno di noi. Proviamo a fare qualche citazione. Non è passato molto tempo da quando le giornate erano scandite dalle “Tre parole” di Valeria Rossi, e in molti la Gazosa potrebbe andare di traverso riascoltando “www mi piaci tu”. Nel 2000, la palma di canzone vacanziera se la contesero Paola e Chiara con “Vamos a bailar”, Tonino Carotone con “Me cago en el amor” e i Lunapop con “50special”. Spulciando le classifiche dei dischi più venduti negli anni addietro, ecco che rispuntano a uno a uno tutti i brani che ci hanno accompagnato nelle nostre vacanze e con loro anche ricordi, più o meno belli, delle nostre estati. Nel 1999 c’era una certa Emilia, poi scomparsa nel dimenticatoio, che con “Big Big World” impazzava sui litorali italiani mentre nel 1996 erano le Spice Girls con “Wannabe!” a dominare le chart. Indimenticabili poi le canzoni dal sapore latino come “1,2,3 Maria” o “Livin’ la vida Loca” cantate da Ricky Martin, tanto indimenticabili da essere diventate in qualche modo degli evergreen. Ma saltando appena un decennio si va negli anni ‘80 ed ecco spuntare “Luna” di Gianni Togni (1980), “Disco bambina” di Heather Parisi (1981). C’erano anche il “Gioca juer” di Cecchetto, nel 1984 “Love of the common people”, di Paul Young e nel 1985 “You spin me round” dei Dead or Alive. Tanto per non fare torto a nessuna generazione citiamo anche qualche hit degli anni ‘70 come “Rumore” di Raffaella Carrà o “Tu sei l’unica donna per me” di Alan Sorrenti, diventato poi un vero e proprio inno generazionale che insieme all’incancellabile “Figli delle stelle” è tutt’oggi suonato nelle discoteche in versione remix. Ma in questi casi tanta acqua per risciacquare l’indigestione è passata sotto i ponti dai tempi della prima edizione.

IN LIBRERIA

Se il tormentone per antonomasia è quello musicale, suoi simili se ne possono trovare anche in libreria. Sono i volumi che più degli altri vengono scelti per passare le ore sotto l’ombrellone o a bordo piscina. Fra gli scaffali fino a ora si segnalano “Con le peggiori intenzioni” di Alessandro Piperno, “Atomico Dandy” di Piersandro Pallavicini e “Perceber” di Leonardo Colombari. A proposito di questi libri-tormentone (o casi, o capolavori, o come preferite) dicono la loro sia Loredana Lipperini su Lipperatura, sia Carlo su BrodoPrimordiale. Ma l’estate è ancora lunga.