Dalla Cina a Seattle

L’eleganza orientale e la conferma del grunge fra le tendenze della stagione: su sfondo in technicolor

Colore, colore e ancora colore: appare questo, indistintamente per l’uomo e per la donna, l’imperativo urlato dal mondo fashion. Un must indicato dagli stilisti e sottolineato da esperti e analisti, tutti concordi nel vestire – o meglio far vestire – in technicolor, dall’impiegato alla segretaria, dallo studente al perdigiorno. Del resto il colore acceso e forte degli allegri anni Settanta aveva già iniziato a farla da padrone con il look minimalista ed etnico del passato 2004. Ma nel 2005 il colore sarà all’insegna dell’eleganza e del raffinato, tant’è che sarà anche l’anno dell’Oriente e della Cina con i bustini preziosi e scintillanti, le gonne ricamate e le sete preziose. Persino i sandali saranno di seta, magari impreziositi da pietre dure colorate. Dall’Oriente in un virtuale viaggio verso est, un balzo al di là del pacifico sulle coste occidentali degli States: qui giace Seattle. Motivo della trasvolata? Da Seattle partì, intorno ai primi anni Novanta, l’onda grunge che avrebbe circumnavigato il globo cavalcata in primis dai Nirvana. E non è un caso che proprio di recente il leader del gruppo Kurt Cobain, morto suicida nell’aprile 1994, sia stato riesumato da Gus Van Sant nella pellicola “Last Days”. In fondo il grunge non è mai sparito, si era solo “assopito”, e invece torna, rivisitato ma pur sempre grunge, misto a punk e hippy. Grunge è musica innanzitutto, ma anche un modo di vivere e di vestire. L’esempio lampante è Avril Lavigne, la “monella” del rock. E ormai da un paio di anni questo stile si è riaffermato: quindi ancora largo alle t-shirt consunte, alle camice anni Settanta, ai blue jeans a cavallo basso, alle canottiere, alle mitiche All Star, alle cravattone, alle borse fatte a mano, anche ai capelli un poco arruffati. Basta che sia grunge.