Spiaggia o piscina è “prova costume”
Percorso a ostacoli fra bikini e costumi interi
Solleone e più tempo
libero disponibile sono
binomio il cui risultato
quasi sempre sfocia in un
tuffo i acqua: sia esso in
piscina per una giornata al
lido, sia fra le onde del mare
in occasione di un una
vacanza o di un weekend,
corrisponde al momento in
cui ci si spoglia dei vestiti e,
letteralmente, ci si mette a
nudo. Unica barriera che ci
separa
da “come mamma ci
ha fatti”, il costume: se per
l’uomo poco può aiutare a
nascondere i difetti, e
dunque la scelta viene fatta
soprattutto secondo gusti
personali – slip o boxer,
lungo o corto, a fantasie
colorate o a tinta unita -
diverso è il discorso per le
rappresentanti del gentil
sesso, che con alcune
accortezze possono provare
a celare i punti deboli del
loro corpo. O, per lo meno,
hanno la possibilità di
individuare il costume
adatto ed evitare di
accentuarli. Oggi il costume
da bagno è sempre più con
un capo - moda, creato per
stupire, pensato per
coniugare comfort ed
estetica: ce ne sono alcuni
più adatti a chi ama farsi
anche qualche nuotata, altri
pensati soprattutto per le
amanti della tintarella, altri
ancora irrinunciabili per lo
sfoggio fine a se stesso,
capi prima di tutto fashion,
preziosi nei tessuti, nelle
applicazioni ornamentali di
materiali disparati. La
molteplicità di fogge di
costumi oggi disponibili sul
mercato fa sì che tutte
possano trovare il modello
più adatto al proprio fisico.
E’ utile, in linea di massima,
tenere presente che una
figura un po’ tozza e
leggermente abbondante
trae decisamente vantaggio
dal costume intero, che la fa
apparire più slanciata. Il due
pezzi è però oggi must a
cui difficilmente si riesce a
dire di no, anche se sta
meglio a chi è ben proporzionata,
indipendentemente dalla
statura, perché “taglia” di più
la silhouette. Grande
importanza per la scelta del
modello giusto ai fini della
vestibilità hanno il taglio e la
costruzione della coppa. Per
ottenere la bombatura, su di
essa vengono realizzati dei
tagli che possono avere
cuciture verticali, oblique,
orizzontali, oppure delle
pinces (da due a tre) che lavorano su metà coppa
con differenti risultati
estetici. Il numero delle
pinces dipende dal tipo di
materiale impiegato.
A ogni modo la scelta è
essenzialmente guidata da
motivazioni estetiche. Il
costume è un capo da
esibire e deve stare bene a
chi lo porta. Ciascuna lo
sceglierà in modo da
valorizzare il proprio corpo e
da sentirsi a proprio agio
nei movimenti. Così a chi ha
un seno piccolo si addice il
bikini a triangolo, o un
reggiseno a balconcino
magari imbottito, ma non un
costume intero liscio, teso e
privo di sagomatura per il
seno, perché appiattirebbe
ulteriormente le forme, e
neppure un modello privo di
spalline, perché
scenderebbe con facilità.
Chi ha i glutei molto
sporgenti, invece, dovrà
controllare che il costume
intero aderisca bene e non
si discosti dalla parte
inferiore della schiena. Per
scegliere in modo saggio,
può essere utile ascoltare
anche il parere spassionato
di una persona fidata che,
osservando le vostre prove
dall’esterno, può cogliere
inestetismi o dettagli che a
chi sta provando il capo
possono sfuggire.
IL PAREO
Il pareo, rettangolo di cotone
dal lieve spessore dalle
origine tahitiana, è divenuto
complemento pressoché
indispensabile per le
ragazze sulla via della piscina
e della spiaggia.
Da abbinare al bikini, richiamandone
le tinte o
spezzando con esse in un
gioco dei contrasti.
Un copricostume che,
nelle località di mare,
può divenire anche un
capo d’abbigliamento
alternativo.