Guerra
al botteghino
Conflitti di ogni genere sul grande schermo
nei prossimi mesi. Chi vincerà la battaglia
fra kolossal e pellicole-sorpresa al cinema? Il responso a critica e spettatori
Conflitto. Su diversi
fronti – tra eserciti,
alieni, gangster,
supereroi - ma pur sempre
conflitto. Pare questo il
leitmotiv che accompagna
gli spettatori ai botteghini
del cinema
nel corso della
bella stagione 2005. Alcuni
kolossal o presunti tali sono
già usciti, altri lo faranno nel
corso dei prossimi mesi.
Ultimo capitolo delle
romanzate ricostruzioni
storiche, Ridley Scott ha
presentato “Le crociate”.
Oscuro per antonomasia, il
terzo episodio di Star Wars
(“La vendetta dei Sith”),
quinto e ultimo della saga
di Gorge Lucas, ci ha
illuminati sui motivi per cui
Anakin Skywalker cede al
lato oscuro della forza per
trasformarsi in Darth Vader.
Il cast di grandi firme –
bentornato Mickey Rourke –
di “Sin City”, la città del
peccato “unico posto dove
vale la pena di morire
perché vale la pena
uccidere”, ci ha immersi in
quelle atmosfere noir tratte
dal fumetto di Frank Miller.
Atmosfere tetre che
ritroveremo a breve in
“Batman Begins”: non a
caso regista e interprete
sono le due icone dark
Christopher Nolan e
Christian Bale. In
contemporanea mondiale, il
19 giugno irrompe nelle
sale “la guerra dei mondi”,
ultima fatica di Steven
Spielberg.
Voltiamo pagina.
Il 6 maggio guarda morire
Paris Hilton. Il 6 maggio è
passato e l’ereditiera a
stelle e strisce più
scandalosa del jet-set
continua a vivere più
intensa che mai la sua
esistenza presenzialista.
Dove sta l’arcano? Si tratta
della frase che la bionda
provocatrice si è fatta
stampare sulle t-shirt per
promuovere “La maschera
di cera”, in cui riveste i
panni di una studentessa vittima di una coppia di
fratelli terribili, in
un remake
di un horror anni Cinquanta.
Altro esordio sul grande
schermo è quello firmato d
Gisele Bundchen, fidanzata
(reale e non sul set) di
Leonardo Di Caprio, nella
commedia prodotta da Besson “New York Taxi”.
Il made in Italy si è
proposto al festival di
Cannes rappresentato da
“Quando sei nato non puoi
più nasconderti” di Marco
Tullio Giordana. Tratto dal
romanzo omonimo di
Margherita Pace Ottieri, è
una storia molto
contemporanea di
adolescenza e
immigrazione, con un
piccolo debito verso i
Capitani coraggiosi di
Kipling e un occhio critico
alle politiche leghiste.
Tratto da un romanzo è
anche “Quo vadis, baby?”,
il giallo di Gabriele
Salvatores “con un’anima
femminile e un’anima noir,
ma è anche un lavoro che
dà uno sguardo sulla vita e
la realtà della cultura degli
anni Settanta”.
Lo sport, dal quale
Hollywood tradizionalmente
attinge a piene mani, non
poteva mancare
all’appuntamento.
Effetti alla Matrix per una
commedia romantica dal
contesto decisamente
inusitato: con Wimbledon la
partita dell’amore si gioca
sui campi da tennis. Paul
Bettany è un campione sul
viale del tramonto; Kirsten
Dunst è la “Jenny la
tennista” della situazione
che l’aiuterà a trovar la
grinta e va da sé il grande
amore. Umorismo british,
dai produttori di “Notting
Hill”.
Piste ghiacciate e pattini in
“Ice princess - Un sogno
sul ghiaccio”, favola
sportiva che racconta la
storia di Casey,
promettente pattinatrice
ostacolata da mamma
Joan Cusack che la
vorrebbe studentessa ad
Harvard. Interpreta Casey
Michelle Trachtenberg, la
Dawn di Buffy
l’ammazzavampiri e da
maggio in sala con il bel
‘Mysterious Skin’ di Gregg
Araki.
ARTHUR
Mentre alcuni grandi kolossal
stanno uscendo nella
sale cinematografiche, altri
stanno vivendo i primi ciak.
Fra di questi anche “Arthur
et les Minimoys”, con cui
Luc Besson firma il ritorno
dietro la macchina da presa
a sei anni da “Giovanna
d’Arco”.
“Arthur” si ispira alla serie di
romanzi per bambini scritti
dallo stesso regista e racconterà
la storia di un bambino
di dieci anni che, risolto
un enigma che dovrebbe
consentirgli di trovare un tesoro,
si ritrova catapultato
nel mondo dei Minimei, una
tribù africana costituita da
folletti alti poco più di due
millimetri, con le orecchie a
punta, occhi molto grandi e
tondi e tante macchioline
rosse sul viso.