Fari puntati su “Light lab”

Museion: esposizione dedicata alla luce nell’arte

Museion propone fino al 28 agosto “Light Lab”, una mostra a cura di Patrizia Ragaglia, che ha un legame significativo con la propria collezione, la quale annovera un significativo nucleo di opere di luce. Sin dagli inizi della propria attività Museion ha promosso mostre ed iniziative artistiche legate al tema della luce – tra cui ricordiamo la mostra “Ultralux” e i “Percorsi di Luce” all’interno del tessuto cittadino – e intrattiene un vivace scambio con altre istituzioni proprio grazie a questo importante patrimonio. In vista della costruzione del nuovo museo è intenzione di Museion di mantenere vivo questo interesse e di continuare a promuovere la luce nell’arte. La mostra “Light Lab” riunisce artisti relativamente giovani, ma già alquanto affermati sulla scena internazionale, la cui produzione artistica è legata in maniera significativa al tema della luce intesa come elemento ed esperienza quotidiana. La tematica della luce permette diverse declinazioni sia come materia prima delle opere, sia come contenuto delle stesse: nel caso specifico di questa esposizione si privilegeranno posizioni di artisti che impiegano la luce in maniera “concreta”, poco metafisica. Una luce che è certamente esperienza sensoriale e visiva, ma che abbandona posizioni concettuali e smaterializzanti per confrontarsi in maniera insistente con il quotidiano e il vissuto. Il percorso di mostra si snoda tra opere già esistenti così come tra nuove produzioni appositamente realizzate per la mostra ed offrirà al visitatore un interessante scambio tra interno ed esterno, poiché sono previste anche diverse installazioni nello spazio pubblico. La mostra sarà corredata da un catalogo trilingue (italiano, tedesco, inglese) con testi di Andreas Hapkemeyer, Nicola Setari e Letizia Ragaglia. Questa la lista degli artisti invitati: Mario Airò, John Armleder, Massimo Bartolini, Ceal Floyer, Jeppe Hein, Zilla Leutenegger, Marcello Maloberti, Riccardo Previdi, Tobias Rehberger, Michael Sailstorfer, Cerith Wyn Evans.

Dipingendo sotto le bombe

“L’Arte nella Guerra – Il soldato tedesco Georg Hetzelein in Alto Adige 1943- 1945” è il titolo della mostra che rimarrà a disposizione dei visitatori presso Castel Mareccio a Bolzano fino al 21 giugno. Nato a Hofstetten Roth nel 1903, negli ultimi due anni del secondo conflitto mondiale Hetzelein è soldato della Wehrmacht in Alto Adige. Fatto prigioniero di guerra dagli americani, viene tradotto prima a Rimini poi a Cesenatico. Ma nel suo periodo altoatesino il soldato prende le distanze dagli orrori della guerra e dalle vicende della dittatura rifugiandosi nell’arte, sua passione da sempre, ritraendo i paesaggi della natura delle nostre terre. cquerelli e disegni sono ammirabili tutti i giorni in orario 9-12 e 15-19. “Quando all’improvviso un mondo crolla sotto i nostri piedi, davanti a noi appare il colore e dentro di noi la luce.” (Georg Hetzelein in una lettera scritta da Bolzano alla moglie, 4 marzo 1944).