L'antica Fiera del Rosario
La Fiera del Rosario di San Doną di Piave ha origini remote, che con ogni probabilitą vanno ricercate nei mercati medievali. Erediterebbe, infatti, un antico mercato del bestiame, d'epoca medievale, presto ravvivato dal passaggio di mercanti ambulanti e compagnie viaggianti. I segni li ritroviamo anche ai nostri giorni. Nei dialetti locali č rimasta, per esempio, la parola maramacola, alludendo ad una specie di inesistente meraviglia, che le leggende indicavano di andare a vedere, appunto, alla Fiera di San Doną. Di sicuro, invece, l'appellattivo di Fiera del Rosario, attribuito anche alla fiera sandonatese, nasce nel 1571, in memoria della vittoria ottenuta da veneziani, genovesi e truppe cristiane, alleati contro al flotta turca, durante la battaglia di Lepanto. Infine, le prime tracce documentate, comunque indirette, che testimoniano la notorietą della Fiera del Rosario, risalgono agli anni della dominazione asburgica del lombardo-veneto. Le Fiere, peraltro gią molto affollate secondo tradizione, erano diventate una vera e propria preoccupazione per i funzionari del governo austriaco, allarmati dalla possibilitą che la confusione della festa fosse occasione per assembramenti e nuove cospirazioni contro il potere asburgico. Non solo. La milizia austriaca fu notevolmente impegnata nella repressione del gioco d'azzardo (un po' come oggi contro gli scatolettari) e dei commerci illeciti che trovavano fertile terreno nei giorni della Fiera. In particolare durante le funzioni religiose dedicate alla Madonna del Rosario furono proibite tutte le manifestazioni che implicassero giochi vietati. Altri dati ancora vengono attestati dagli storici che hanno studiato i documenti relativi alla Fiera del Rosario di San Doną di Piave. Per esempio quelli che riguardano San Doną nel momento in cui faceva gią parte del Regno d'Italia. Allora, la Fiera aveva un carattere prevalentemente agricolo. Un preciso riferimento arriva dal primo censimento del Regno, datato 1870, che racconta un territorio con alte produzioni di frumento, segala, sorgo, orzo, avena, frutta, prodotti orticoli e caseari, bozzoli secchi, lino e canapa lavorati. Fondamentale, inoltre, l'allevamento: non č un caso se il luogo privilegiato nella fiera tra gli ultimi anni dell'Ottocento ed i primi del Novecento fosse proprio il Foro Boario, oggi Piazza Rizzo. Nel 1870 si contavano nel territorio sandonatese pił di diecimila ovini e circa duemila cavalli, in maggioranza di provenienza ungherese. Un'altra curiositą: per arrivare alla Fiera, non si arrivava in carrozza (soltanto i signori) o in treno. Si utilizzava (oltre ai piedi) la Barcaccia a vapore della Societą Veneta di Navigazione e si approdava in cittą seguendo il corso del Piave. Aldo Trivellato