la pittrice dell'europa
L'arte di Rosalba Carriera a Palazzo Cini
L"esposizione Rosalba «prima pittrice
de l"Europa» intende presentare
l"arte della pittrice, che non è
mai stata oggetto di un"antologica,
al vasto pubblico internazionale
e, allo stesso tempo, approfondire
la conoscenza della sua
lunga attività ancora oggi ricca
di aspetti problematici. La mostra,
organizzata dall"Istituto di
Storia dell"Arte della Fondazione
Giorgio Cini con la fattiva collaborazione
di numerose istituzioni
italiane ed estere, comprende pastelli,
miniature e disegni provenienti
da importanti musei e collezioni
pubbliche e private d"Italia
e d"Europa. Rosalba Carriera
(1673-1757) fu l"artista italiana
più famosa del suo tempo. Sulla
sua eccellenza nei ritratti si trovarono
d"accordo tutti, dai Lord inglesi
ai principi dell"Impero. Le
corti d"Europa per quasi mezzo
secolo cercarono di accaparrarsi i
suoi servigi. Eppure, nonostante i
frequenti inviti e le generose proposte,
salvo tre brevi soggiorni a
Parigi, a Modena e a Vienna, ella
preferì rimanere a Venezia, dove
lavorò incessantemente per tutta
la vita. Proprio il legame dell"artista
con la Serenissima è uno dei
temi al centro della mostra; fu di
Rosalba, infatti, il più acuto ritratto
dei personaggi della società
veneziana del Settecento.
Fondamentale, inoltre, fu il suo
apporto alla stessa ritrattistica
francese: interpretò in modo impareggiabile
gli ideali di grazia e
di eleganza di un"epoca, quella
"vita felice" entrata nell"immaginario
collettivo che l"ha identificata
nell"ancien régime. La sua eccellenza
nel campo artistico non è
però l"unica ragione che ci spinge
oggi tributare all"artista il dovuto
omaggio. La pittrice fu al centro
di una rete di relazioni europee:
sovrani, esponenti dell"alta aristocrazia,
conoscitori, amateurs.
Non ci fu straniero di rango, inglese,
francese o dei paesi tedeschi
che, di passaggio a Venezia,
non abbia ambito farsi ritrarre
da Rosalba, o non abbia acquistato
qualche sua miniatura. Proprio
nel campo della miniatura
l"esposizione avrà modo di presentare
per la prima volta al pubblico
una straordinaria selezione
di immagini di grande qualità,
tra i quali il morceau de réception
inviato dall"Accademia di
San Luca a Roma. Tuttavia il nome
della pittrice anche presso il
grande pubblico è oggi legato ai
suoi pastelli. Ed è proprio attraverso
i suoi pastelli che Rosalba
ci conduce alla soglia dell"interiorità.
Alcuni dei suoi ritratti emblematici
saranno presenti nella mostra.
Volti che non si dimenticano
facilmente come quello del
Prelato di casa Le Blond (Venezia,
Gallerie dell"Accademia), perfuso
di una pensosità intelligente,
le labbra appena tirate in una piega
d"amarezza, un ritratto che è
anche un capolavoro di sobrietà
cromatica, grigio su grigio; né si
può dimenticare il brillio di sfida
e la promessa di languore voluttuoso
mescolati nello sguardo di
alcune spregiudicate e fascinose
figure femminili. Ma Rosalba ha
ritratto anche se stessa e lo ha fatto
più volte. La serie degli autoritratti
forma una sequenza impressionante,
che esemplifica nel modo
più diretto l"evoluzione verso
una ritrattistica sempre più introspettiva,
sempre più concentrata
sul volto, fin quasi a isolarlo. Nel
primo di essi (foto a destra), databile
intorno al 1708-1709 si presenta
sorridente, una rosa fra i capelli,
mentre mostra il ritratto dell"amata
sorella Giovanna.