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É A PALERMO LA CASA DI ALFA, FIAT E LANCIA:
Fiat CAenter Italia è il primo centro in Europa con i tre brand
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Fiat Center Italia è il primo centro in Europa con
i tre brand
E’ a Palermo la casa di Alfa, Fiat e Lancia
2004 l’Italia vola nella classifica mondiale dei produttori di vino
Nella classifica mondiale dei produttori di vino l’Italia si colloca al secondo posto, subito dopo la Francia con la quale contende da anni il primato. Una lotta all’ultimo bicchiere che l’anno scorso ha visto la produzione di vino italiano raggiungere i 44,5 milioni di euro con un imponente giro di affari di 7,4 miliardi di euro. La Sicilia, inoltre, è stata l’unica regione italiana ad avere al Vinitaly 2004 il più grande padiglione della fiera, circa 5 mila metri quadrati. Ma il vino non è solo un grande affare sul piano economico. Lo è anche per il palato e per la buona tavola. In Italia, ben il 60% della produzione totale di vino è certificata e i clienti cercano sempre più spesso un prodotto sicuro che offra degli alti standard qualitativi. È questa la via scelta da molti viticoltori per opporre resistenza alla crescente produzione di paesi stranieri come Stati Uniti, Australia, Argentina, Cile, Sud Africa e Cina. Negli ultimi anni, infatti, si è assistito ad una diminuzione delle esportazioni con punte del 4,4%. È per questo che accanto a sistemi finanziari, come i fondi specializzati e i certificati en primeur, si affianca la qualità e la diversificazione del prodotto. Tre, in particolare, sono le certificazione che garantiscono al consumatore alti livelli qualitativi. Si tratta del marchio Doc, Denominazione di Origine Controllata, Docg, Denominazione di Origine Controllata e Garantita e Igt, Indicazione Geografica Tipica in relazione al maggiore o minore pregio del prodotto secondo quanto stabilito dalla nuova disciplina delle denominazione di origine dei vini con la legge 164 del 10 febbraio 1992. Sia a livello europeo che a livello nazionale, il legislatore si è ampiamente occupato delle denominazioni e indicazioni vinicole. Bere un calice di vino deve essere un piacere e il consumatore non deve essere ingannato con marchi che non rispecchiano le vere caratteristiche del prodotto. È per garantire la salute del cliente che l’iter per ottenere il marchio è lungo e complesso. Il più recente decreto in materia risale al 25 luglio 2003 e fissa chiaramente le regole per le analisi e le commissioni di degustazione che stabiliscono i marchi Doc e Docg dei vini. Il primo che un’azienda vitivinicola deve fare per aggiudicarsi la certificazione è inviare alla Camera di Commercio la richiesta di prelievo di campione indicando chiaramente la tipologia e la quantità di vino che vuole commercializzare come Doc insieme alle indicazioni sul luogo dell’immagazzinamento e il numero do bottiglie. Una volta verificati questi primi dati, l’ente predispone il ritiro di un campione da 6 bottiglie. A questo punto, si passa alla seconda fase che caratterizza l’esame chimico fisico del vino. Ogni bottiglia viene inviata ad un laboratorio di analisi autorizzato dal Ministero che effettua le principali analisi chimiche, come alcool, acidità ed estratto netto e verifica i risultati ottenuti con i valori che il disciplinare di produzione ha previsto. In caso di conformità, il campione passa alla terza parte, la Commissione di degustazione.
Il presidente della commissione viene nominato dal Ministero per tre anni, mentre gli altri componenti sono estratti dall’Elenco dei Tecnici ed Esperti Degustatori. L’esame organolettico è suddiviso in tre parti: un esame alla vista, uno all’olfatto e l’ultimo al gusto. Se il vino supera anche questa fase viene dichiarato Doc o Docg. Gli italiani si prendono cura del proprio vino per poter continuare a parlare di vendite in crescita sorseggiando un buon bicchiere di vino. Naturalmente Doc.
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