La mission di Sviluppo Italia: affiancare l’imprenditore nel suo percorso di crescita

Investimenti e sviluppo d’impresa passano di qua


Valorizzare le risorse umane. Questa la parola d’ordine delle aziende, grandi e piccole, che trovano sempre più difficoltà nel reperire personale specializzato e qualificato. Ecco perché la certificazione della propria forza lavoro attraverso gli standard internazionali Iso 9000 e Iso 9004 sta diventando un valore distintivo nel mondo degli affari e della produzione. Applicare la prima vuol dire puntare sull’incremento delle competenze dei propri lavoratori, mentre la seconda sulla loro “felicità” lavorativa. In generale le società che vogliano investire sulla formazione del personale possono percorrere due strade. Da un lato puntare sulla crescita interna, sobbarcandosi il peso dell’aggiornamento del know how della forza lavoro. Dall’altro affidarsi a società esterne specializzate in particolare nella valutazione. Questa seconda strada sta diventando la più battuta a causa dell’aumento del numero di contratti interinali che non permettono una crescita e, quindi, una valutazione interna del lavoratore. Fino a poco tempo fa le aziende suddividevano i lavoratori in gruppi chiamati “famiglie professionali”. Quindi per ogni famiglia veniva stilato un elenco di competenze necessarie a svolgere le mansioni quotidiane e su queste si giudicava la produttività del singolo. Adesso gran parte del personale è impiegato per poco tempo e non ha la possibilità di metabolizzare la cultura dell’azienda. In questo contesto la valutazione interna diventa impossibile o molto dispendiosa, motivo per cui si decide di delegarla all’esterno. Non è un caso se le società di certificazione si siano specializzate anche nella realizzazione di corsi.
La tendenza odierna, inoltre, vede il rilascio della Iso subordinato non solo alla presentazione da parte delle aziende della documentazione che attesti l’avvenuto addestramento, ma anche al rispetto di alcuni principi che con la competenza acquisita dal personale ha poco a che fare. La nuova 9004, infatti, chiede non solo la soddisfazione del cliente – requisito a cui corrisponde già il rilascio della 9001 – ma anche quella del dipendente. La recente Iso, infatti, fornisce una guida sui sistemi di gestione per la qualità, inclusi i processi per il miglioramento continuativo, ai fini della soddisfazione dei clienti dell'azienda/organizzazione e delle altre parti interessate. Questo si traduce nella tendenza, quindi, a investire oltre che nella qualità del prodotto finito nella promozione della potenzialità della propria forza lavoro a 360 gradi, valorizzando sia la sua capacità produttiva, sia la qualità del contesto in cui è chiamata ad operare. Miglioramento dei locali, riduzione dei rischi di infortuni durante la produzione, rispetto delle esigenze, umane, del lavoratore. L’equazione proposta è semplice. Più un dipendente è felice e soddisfatto del trattamento che gli viene riservato sul posto di lavoro, più produrrà. Certo la strada da percorrere per fare in modo che anche nel nostro Paese si imponga questa cultura produttiva è lunga. L’Italia è indietro, non solo, rispetto agli standard statunitensi ma anche rispetto a quelli europei, che pur non brillando in questo campo, fanno registrare una percentuale di aziende certificate Iso 9004 pari al 20 per cento. Uno studio realizzato in Danimarca, tanto per convincere gli scettici, ha dimostrato una stretta correlazione fra il successo delle aziende locali e il grado di soddisfazione del personale.