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Tra cibo e design, il successo del TribecaIn cucina l’arte dei coloriFino a maggio nel locale palermitano esposti oggetti alla moda e foto scattate da giovani artisti emergentiIn cucina anche l’occhio vuole la sua parte. Dagli interni al piatto. E’questa la tendenza degli ultimi anni che vede una new entry nel pianeta del design: il settore gastronomico. E così cuochi, arredatori, proprietari di locali e appassionati sono alla ricerca dei migliori abbinamenti tra cibi, spezie e contorni che colorano le pietanze. E poi ci sono gli accessori come i servizi di piatti di tutte le forme e i colori. Posate di design e il giusto bicchiere per ogni bevanda. Una vera e propria moda tra i fornelli che arriva anche dentro le nostre case. Basta una passeggiata a Eurocucina, il padiglione 24 allestito nel Salone internazionale del mobile che si è appena chiuso a Milano per rendersi conto che il baricentro delle abitazioni si è spostato in un’altra stanza: la cucina. Funzionale, innovativa e moderna, la cucina si è trasformata nel nuovo soggiorno di casa. Un’isola felice all’interno delle proprie mura domestiche. Un ambiente familiare e, allo stesso tempo alla moda, che si cerca anche fuori. E’questa la formula che decreta il successo di un locale. Un po’come per il Tribeca che in poco più di un anno (cioè da quando è stato inaugurato) è diventato il punto di incontro della movida palermitana. “E’un locale molto attento al design e alla presentazione del piatto finale al cliente”, spiega il proprietario Pietro Greco, 32 anni. Che continua: “Abbiamo sposato la filosofia orientale di presentazione del piatto senza tradire però quella di origine occidentale”. E già perché la nuova frontiera è la “cucina fusion”, cioè “mescolare ingredienti e tradizioni di diverse culture”, chiosa il giovane imprenditore palermitano. “Ma soprattutto”, avverte il responsabile dell’American bar di via Mariano Stabile, proprio nel cuore della città, l’importante è non rinunciare al gusto, tipico della nostra cucina”. Il piatto forte del locale però è il sushi. “Seguendo l’esempio che arriva dall’Oriente”, aggiunge, “componiamo il piatto come se fosse la tela di un pittore. I colori sono ben definiti: il rosso del tonno, il rosa del salmone, il bianco del pesce…”. Arte in cucina, ma anche nell’arredo. Divano in stile ottocentesco, pareti colorate, e mobili dall’arredo accattivante. Angoli riservati e ampi spazi per creare il giusto ambient per ogni tipo di clientela. E poi un grande tavolo di design da dieci posti. “All’interno del Tribeca”, racconta il proprietario, “sono sempre state allestite mostre di quadri d’autori e oggetti particolari”. Ma da giovedì 27 il locale ha aperto le porte anche ad un altro filone: l’arte del ‘food-design’. “Un’iniziativa”, assicura, “che avrà un seguito anche in futuro”. “Saranno esposte infatti fino alla fine di maggio”, spiega l’architetto Agnese Giglia, curatrice dell’esposizione, “i venti progetti degli studenti palermitani che hanno partecipato ai “fuori salone” del Desing week 2006 di Milano”. Accanto agli oggetti originali per la casa e per i locali notturni, “troveranno posto le foto scattate da Fabio Gambina e da altri ragazzi del corso di laurea in designo industriale dell’università di Palermo”, prosegue l’architetto Giglia. Che aggiunge: “Un’iniziativa che ha come obiettivo quello di creare, attraverso l’arte, dei veri e propri momenti di comunicazione visiva”. Creatività in mostra, dunque, anche di notte. Sarà per tutte queste cose, cibo, arte e design, che politici, imprenditori e viveur palermitani scelgono di trascorrere le serate al Tribeca per un aperitivo, magari rinforzato, o come luogo delle proprie cene. |