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Agape, l’azienda che da 30 anni esplora e gioca con i materiali
Un lavabo con firma d’autore
Da quelli più tradizionali, come la ceramica, agli agglomerati di resina, marmo e quarzo. E poi il ritorno del legno. Il fondatore Benedini: “Insieme alla funzionalità, cerco capacità espressive diverse”
Realizzare
i prodotti in base alle esigenze. E’ questa la regola numero uno che ha
decretato il successo di Giampaolo Benedini, guru al livello internazionale
nella progettazione dei bagni. “Prima di tutto la funzionalità”, rivela.
E poi ci si può sbizzarrire nell’“esplorazione di nuovi materiali con
capacità espressive diverse”, aggiunge il designer che è il fondatore
di Agape, studio di progettazione dal 1973 con sede a Mantova ma con distributori
in Italia e in tutto il mondo, dalla Russia agli Stati Uniti. Con la sua
trentennale esperienza, Agape è stata tra le prime a capire le nuove forme
e i nuovi materiali che il design riservava agli altri ambienti, potevano
essere sfruttati anche per la stanza del benessere, il bagno. Così, sin
da subito, Benedini si è concentrato sul lavabo, di cui viene messa in
evidenza una nuova e molteplice versatilità d’uso. Integrato da contenitori
e superfici di appoggio continue, il lavabo diventa “una postazione flessibile
ed efficiente”. I materiali? “Dai più tradizionali come la vetrochina
(la ceramica, ndr)”, spiega l’architetto, “a quelli più innovativi come
gli agglomerati di resina, di quarzo o marmo che danno compattezza e durevolezza
al prodotto finale”. Persiste il bianco, ma il bagno del futuro (e del
presente) è colorato. Tra le novità anche l’ingresso della plastica: “Si
presta bene per i bagni pubblici perché risulta un materiale più resistente
e meno aggredibile”, spiega Benedini. Innovazione, dunque, ma anche ritorno
al passato con uno dei materiali antichi come l’uomo, il legno. “Si sono
costruite barche e le fondazioni delle case di Venezia, quindi”, si domanda,
“perché no anche il bagno?”. “Trattato con le vernici specifiche”, continua,
“consente di esplorare le forme più ardite”. Lavabo sì, ma non solo. “L’Agape”,
dice il fondatore, “offre una gamma di pezzi e di accessori tra le più
vaste sul mercato”. E in effetti, c’è da sbizzarrirsi: rubinetterie, vasche,
docce. Illuminazione dell’acqua, cromoterapia, idromassaggio, getto d’acqua
dalla potenza e temperatura regolabili. Un piccolo assaggio di ciò che
l’Agape offre si è visto al Fuori Salone (4-10 Aprile) di Milano. “Nello
show room di via Durini”, racconta l’artista del bagno, “abbiamo allestito
nove tipologie di stanze del benessere abbinate con le foto di Franco
Fontana. Il colore era il filo conduttore tra le due cose, il sottile
confine tra l’immagine e la realtà dell’ambiente”. Un riconoscimento alla
carriera per un’azienda che da 30 anni ricerca il comfort e il valore
estetico è arrivato lo scorso anno, proprio in occasione del Salone di
Milano. Agape è infatti vincitrice del prestigioso premio Edida, Elle
decoration, International Design awards. La giuria ha scelto all’unanimità
l’azienda di Benedini per la categoria bagno con il prodotto doccetta
Kaa di Giulio Gianturco. |