“SE ARRETRA IL CONTOTERZISMO CROLLA TUTTA L’AGRICOLTURA”
L'allarme di marco speziali: "settore bieticolo a rischio, gli agromeccanici attendono la riforma del proprio status"
La torta
con le 70 candeline che Apima Mantova
si appresta a tagliare fra pochi mesi rischia di
risultare un po' indigesta. A guastare la festa dell'associazione guidata
da Marco Speziali è lo scenario dell'agricoltura nazionale, caratterizzato
più da ombre che luci. "Purtroppo - spiega infatti Speziali - a fronte di
una situazione decisamente confortante per quanto attiene lo stato di salute
della nostra organizzazione sindacale, non corrisponde un panorama altrettanto
sereno del mondo agricolo. E questa situazione potrebbe ripercuotersi negativamente
anche sull'attività delle imprese agromeccaniche, che da anni costituiscono
ormai l'ossatura portante dello sviluppo e della crescita del settore primario".
Sono numerosi gli aspetti di sofferenza evidenziati da Apima, alcuni dettati
dalla situazione generale del comparto, altri, invece, causati da politiche
miopi e contorte o da ritardi nell'adeguamento di principi enunciati a parole,
ma non realizzati compiutamente sotto il profilo normativo. L'Ocm zucchero.
Pur di dare una scossa al settore, Apima Mantova ha invitato i contoterzisti
a vendere le proprie macchine e le attrezzature per la raccolta delle bietole,
"almeno finché si fa in tempo a realizzare qualcosa, prima che diventino
inutilizzabili". "La riforma dell'organizzazione comune di mercato - precisa
Speziali - se dovesse passare così come è stata delineata, comporterebbe
una riduzione del prezzo delle bietole del 39% in due anni a partire dalla
campagna 2006/2007, la concessione di una compensazione agli agricoltori
sul 60% della riduzione del prezzo sotto forma di un pagamento disaccoppiato,
un regime di ristrutturazione quadriennale volontario mirato allo smantellamento
degli impianti e degli stabilimenti". Una crisi, secondo Apima, che non
potrà essere fronteggiata dalla multifunzionalità delle aziende agricole,
per la mancanza di risorse economiche adeguate per i necessari investimenti
in tecnologie. "E finché gli agromeccanici non potranno beneficiare di regole
assimilate al comparto agricolo - dichiara il direttore Sandro Cappellini
- lo sviluppo dell'agricoltura rimarrà al palo". Il caro-carburante: un'emergenza
che penalizza tutte le imprese agricole. È un altro aspetto drammatico dell'ultimo
anno. L'aumento, pari a circa il 45% da inizio 2004, dei costi del gasolio
agricolo comincia a diventare un costo insostenibile per le imprese di meccanizzazione
agricola. "Cifre alla mano, in provincia di Mantova il consumo di carburante
da parte dei contoterzisti si attesta intorno ai 21 milioni di litri - rivela
Speziali - vale a dire più del 33% del consumo lombardo". A più riprese
Apima Mantova, anche attraverso l'associazione nazionale CONFAI - Confederazione
Agromeccanici, della quale è stata fondatrice (Sandro Cappellini ne è coordinatore
nazionale), ne ha chiesto, al ministro Alemanno ed al presidente del Consiglio,
Berlusconi, la defiscalizzazione, al fine di calmierare un prezzo in costante
aumento. "La spesa media per i 21milioni di gasolio agevolato consumato
a Mantova - denuncia Cappellini - è lievitata di quasi quattro milioni di
euro. Una macchina operatrice agricola costa oltre 500 euro al giorno di
carburante: gli agromeccanici si trovano costretti ad anticipare somme stratosferiche
nell'arco di una annata agraria, costi che inevitabilmente si riflettono
sulle imprese agricole che beneficiano delle prestazioni".
L'Irap, un capestro per lo sviluppo. Apima denuncia una stortura di fondo,
che mina alla base il progresso stesso dell'agricoltura. Il regime Irap
al quale devono fare fronte le imprese di meccanizzazione agricola dovrebbe,
infatti, almeno essere equiparato - attraverso una riduzione - alla aliquota
in vigore per le attività produttive agricole. "Questa situazione è uno
dei tanti risvolti grotteschi a cui ci troviamo di fronte. L'aspettativa
non è infondata specie dopo che l'attività agromeccanica è stata definita
dal Dgls 99/04 come attività agricola". Attività agromeccanica: le altre
riforme attese. L'inquadramento nello scenario agricolo dei contoterzisti
annovera anche altri due aspetti di primaria importanza: l'assimilazione
ai canoni previdenziali agricoli, per i titolari delle imprese agromeccaniche
ed i loro dipendenti e la possibilità di edificare nelle aree agricole,
al pari dei "colleghi" agricoltori. "Apima e Confai - sottolinea Speziali
- hanno sollecitato le istituzioni affinché questi due provvedimenti vengano
inseriti nel maxi-emendamento alla Finanziaria". Il "pacchetto igiene":
dal 2006 i contoterzisti diventeranno ispettori? Entro il 31 dicembre prossimo,
in base al regolamento comunitario 183/2005, essiccatori, stoccatori, trasportatori,
coltivatori e tutti gli operatori che trattano prodotti destinati all'alimentazione
zootecnica dovranno registrarsi presso le Asl locali, pena il divieto di
proseguire l'attività. Non solo: la Regione Lombardia, lo scorso 30 settembre,
carica
di responsabilità i contoterzisti in materia di aflatossine, per
il mais da granella. Un provvedimento che Apima considera "fuori tempo massimo"
in quanto emanato a campagna ultimata e al lato pratico inattuabile. "Le
aflatossine - spiega Cappellini - si formano, di norma, nei campi in particolari
condizioni climatiche, non in una fase successiva. Assurdo imputare responsabilità
alle imprese agromeccaniche essiccatrici o stoccatrici che dovrebbero assumere
la veste di controllore del prodotto del proprio cliente. Forse non si è
ben valutato che l'applicazione del provvedimento comporterebbe una rivoluzione
dell'organizzazione del lavoro oltre che a nuovi ulteriori investimenti
con costi aggiuntivi. Nascerà forse la nuova figura dell'agromeccanico-analista?
Ma….. chi paga?". La privacy, solo burocrazia in più. È la denuncia di Apima,
che sottolinea l'ennesimo balzello per le imprese. "Benissimo la tutela
della privacy - conclude Speziali - ma come al solito il provvedimento si
è concretizzato in un mero appesantimento burocratico".
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